1.10 Osservazioni e Feedback

Come ormai avrai capito, lo studio della Biomeccanica viene intrapreso per conoscere meglio le leggi fisiche del moto, che è alla base di tutti i movimenti umani. Come coach, inoltre, devi sforzarti per fornire istruzioni significative agli atleti, basate su valutazioni appropriate delle abilità fisiche di movimento, comparate alla comprensione del corretto modello tecnico.
Osservando il movimento, puoi focalizzare l’attenzione su fattori cinematici come processo, forma, o tecnica. Alternativamente puoi focalizzarti anche su fattori cinetici come velocità di movimento o forze applicate.
Entrambi i fattori, infatti, sono strettamente correlati. Comprendere come e perché lo sia, rappresenta una sfaccettatura critica per i coaches. Imparare a valutare il movimento e le forze in gioco in tempo reale sono capacità che non si acquisiscono soltanto attraverso i libri, la ricerca e le misure strumentali. L’esperienza sul campo e lo studio dei filmati combinati con tentativi ed errori rappresentano un imperativo per il raggiungimento di ogni grado in più di padronanza e maestria.
Osservazioni delle skills e Biomeccanica
Attraverso la lettura effettuata finora, hai esplorato vari principi, che dovrebbero aiutarti a diventare più critico, quando osservi tutto ciò che sottintende i movimenti di base: per migliorare la valutazione delle skills, devi comprendere i principi di base della Biomeccanica, che determinano la “buona tecnica”, e avere conoscenza del livello di performance, che è previsto nelle varie tappe di sviluppo sportivo.
La maggior parte delle idiosincrasie o aberrazioni cinetiche e cinematiche sorgono in uno di 4 principali filoni:

  1. La compensazione attuata da un atleta per compensare movimenti difettosi;
  2. Difetto d’architettura nella fascia, nei muscoli o nelle articolazioni;
  3. Una mancanza di comprensione di una skill;
  4. Una mancanza di fattori di forza e potenza, che non consentono all’atleta di completare una skill.

Una volta che hai identificato la fonte potenziale, puoi cominciare ad esplorare questo puzzle.
Tecniche di valutazione visiva
Questo paragrafo ha come spunto il lavoro effettuato e completato dal Dr. Phil Lundin dell’Università del Minnesota intitolato “The visual evaluation techniques of movement for improved mechanical efficiency and therapeutic intervention”.
Le tecniche di valutazione visiva possono essere raggruppate in categorie, basate su principi legati al senso comune. Utilizziamole per organizzare il processo in specifici raggruppamenti:
Punto di vantaggio
La posizione dell’atleta e dell’osservatore determinano ciò che può o non può essere visto durante una valutazione. Dovresti sempre attentamente selezionare il punto di vantaggio, se vuoi utilizzare a pieno tutte le tecniche di valutazione visiva.
Distanza.
Seleziona l’appropriata distanza di osservazione. Il punto di vantaggio può essere più vicino all’atleta, se devi valutare componenti del movimento più fini. Utilizza una distanza maggiore, se il tuo scopo è analizzare un’intera sequenza di movimento: piccole attività di spostamento che sono acicliche possono essere facilmente viste a corto raggio, mentre movimenti ciclici come lo sprint devono essere osservati da una distanza maggiore.
Angoli.
Osserva la performance da differenti angoli: osservando da diversi angoli, puoi osservare movimenti normalmente celati dall’interferenza con barriere fisiche, da pregiudizio paradigmatico o da parti del corpo. Osservando le sequenze di movimento da vari piani ed assi assicura una valutazione armonica.
Evitare il pregiudizio.
Osserva le attività secondo un’impostazione che non sia distratta o legata al pregiudizio. I rumori e le distrazioni visive possono interferire con la valutazione del movimento: il suono è intrinsecamente collegato all’analisi visiva e l’analisi del ritmo è spesso migliorata da loops di feedback sonoro. Diverse superfici possono pregiudicare l’analisi visiva a causa del cambiamento delle caratteristiche di reclutamento muscolare, alterando velocità di movimento e influenzando indirettamente i fattori legati alla volontà dell’atleta.
Modelli di movimento.
Osserva un abile atleta come modello: l’osservazione di un atleta d’elite, meccanicamente corretto nei movimenti, può essere un utile strumento per imparare a valutare il movimento. Deve essere comunque usata cautela per le differenze di sviluppo, processi di acquisizione delle skills, idiosincrasie e differenze ambientali. Uno schema più valido è quello di catalogare atleti di successo mediante elementi comuni.
Semplificazione del movimento
La semplificazione del movimento ti aiuta a focalizzare l’attenzione su ciò che essenziale durante la valutazione. Tale tecnica ti aiuta anche a prevenire la frustrazione, che può derivare dal tentativo di analizzare troppe cose all’interno di performance di breve durata, che caratterizzano certi eventi sportivi. Ci vogliono molti anni di studio ed esperienza sul campo, per padroneggiare l’analisi biomeccanica soprattutto in eventi sportivi caratterizzati da alte velocità.
Velocità di movimento
Osserva prima le parti del corpo, che si muovono più lente poiché la maggior parte delle skills negli sport sono eseguite a velocità che non concedono facilità di analisi. Come già visto finora la velocità di movimento cresce muovendosi dal tronco verso le estremità. Focalizza inizialmente l’attenzione sulle aree del tronco e delle anche, che si muovono più lente, poiché tutti i movimenti cominciano da lì. Poi progredisci utilizzando tecniche di osservazione degli arti, al fine di acquisire abilità di osservazione anche sulle appendici.
Comprende la relazione causa – effetto è di suprema importanza per sviluppare la capacità di analizzare l’intera sequenza di movimento. Come nel controllo motorio, imparare una parte del tutto può fungere da elemento di collegamento per acquisire dimestichezza.
Scompattare le skills
Quando osservi una skill, separala in fasi o in componenti. Tutti gli eventi in Atletica possono essere divisi in una fase preparatoria, fase di movimento e azione. Questo concetto può essere ridotto o espanso al movimento di ogni singolo arto nello sport. La chiave di questa tecnica d’analisi è identificare le fasi e focalizzare l’attenzione in ogni fase su movimenti specifici, che hanno la più grande influenza sulla performance.
Timing
Osserva il timing dei componenti della performance: un atleta può esibire una propria forma o eseguire posizioni di riferimento; inoltre, senza appropriati timing e sincronizzazione la performance sarà un insuccesso.
La buona tecnica è caratterizzata da un “flow” o una miscela di movimenti senza soluzione di continuità. Innumerevoli atleti hanno padroneggiato “drills” che non trasformano sul campo. Numerosi terapisti hanno prescritto schemi di riabilitazione, che sembrano aver ripristinato funzioni atletiche, che in realtà sono risultate completamente fallimentari in condizioni di stress da competizione. Il migliore test per l’efficienza funzionale è fare il movimento reale sotto le richieste real time del campo e condizioni ambientali sportive.
Relazioni tra le parti di un movimento
Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale ed opposta. Per questo motivo non dovresti concentrare sempre le osservazioni solo su parti del corpo che sono principalmente coinvolte nel movimento, ma anche su altre che possono influenzarlo o causare l’utilizzo di tecniche improprie.
Durante la passata decade numerosi studi hanno mostrato che gli impingements del tessuto molle, la disattivazione di catene muscolari, restrizioni fasciali, catene muscolari ipertoniche e restrizioni articolari possono causare drastiche insufficienze biomeccaniche e risultanti perdite nella esecuzione tecnica.
Movimenti non necessari.
Ogni movimento o tensione muscolare, che non contribuisce alla performance desiderata, costituisce un’inefficienza. Negli schemi seriali di movimento come la corsa questo canale negativo si nutre di tremendi quantitativi di energia estratti da una varietà di sistemi energetici. Il costo cresce esponenzialmente al crescere della velocità del movimento.
Ricerca di controbilanciamento.
Il movimento della gamba durante la corsa deve essere bilanciato dal movimento e dalle forze che agiscono sulla gamba opposta con rispettiva posizione delle braccia.
Gli angoli articolari di anche, ginocchia, caviglie, gomiti, polsi e spalle giocano un importante ruolo in questo delicato sistema di bilancio.
L’oscillazione e l’ondulazione degli assi di spalle ed anche sono di essenziale importanza in un rifinito schema di movimento. Strettamente correlato a questi fattori centrali vi è il supporto dello scheletro e il suo piccolo contributo in ampiezza ai patterns di movimento orizzontale.
Osserva il moto, la direzione, la forza delle parti del corpo che oscillano.
Il momento angolare delle estremità può essere trasferito all’intero corpo o alle appendici distali. La direzione, il timing e la sincronizzazione dei momenti delle braccia, che oscillano, sono fattori critici per le performances di alto livello e la salute degli atleti.
La maggioranza degli infortuni legati a co-contrazioni accadono quando questi principi non sono rispettati sia volontariamente che in seguito a fattori di affaticamento.
Osserva il movimento della testa.
Riaffermando l’ovvio, uno dei componenti più trascurati da atleti, coaches e medici sportivi è la relazione che intercorre tra la testa e il rachide. L’unica culla sorgente costante di inefficienze meccaniche è la regione dell’asse dell’Atlante.
Angoli di movimento e mobilità articolare.
Negli eventi di forza veloce un unico range di movimento è essenziale per massimizzare le forze durante specifici intervalli di tempo.
Restrizione articolare o ipermobilità diminuiscono l’efficienza meccanica e questo disturbo generalmente cresce al crescere della velocità; allo stesso tempo la richiesta di forza aumenta oppure sono richiesti più tentativi.
Osserva la risposta elastica-riflessa della muscolatura.
Negli eventi di velocità, l’efficienza meccanica cresce utilizzando ogni possibile strada che promuova la risposta elastica-riflessa della muscolatura.
Squilibri muscolari, inibizioni nel reclutamento, impingements del tessuto molle e sub-ottimali ambienti biomeccanici contribuiscono alla diminuzione di questa caratteristica.
Questa panoramica non si avvicina a una completa lista di strumenti, concetti e schemi. Ricerca ed implementazione rappresentano sempre un must per migliorare.
Coaches e terapisti rappresentano quotidianamente la sagola di salvataggio degli atleti e del loro motor behavior. Il suono, feedback scientifici e tecniche di correzione sono un imperativo per tutti gli uomini di sport che ricercano un successivo livello di qualità.


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