11.2 Componenti della Velocità Sportiva

Data la necessità di considerare i requisiti sport-specifici è importante considerare i componenti della velocità:

1. Spinta iniziale

2. Accelerazione

3. Velocità assoluta

4. Speed endurance (resistenza)

5. Agilità e cambio di direzione

Alcuni sport si basano anche su espressioni alternative di velocità, come ad esempio:

• Frequenza ciclica (velocità di pedalata in sport come il ciclismo)

• Velocità dell’impatto (sport di contatto)

• Velocità di rilascio (sport di lancio)

•Cambio della velocità di direzione (negli sport da campo che richiedono abilità laterali/di taglio/decelerazione / riaccelerazione)

•Ripetizione della massima espressione di sprint (la capacità di produrre la migliore prestazione media di sprint su serie inferiore ai 10 secondi),separati da periodi di recupero brevi (≤60 secondi). (Bishop et al., 2011).

1. Spinta iniziale – stimolo/risposta

L’elemento coordinativo della spinta iniziale consiste nel reagire a uno stimolo. Il tempo impiegato per muoversi seguendo l’input di uno stimolo deriva dal tempo di risposta. Entrambi sono fattori fortemente influenzati dalla coordinazione neuromuscolare.

Tempo di reazione

Il tempo di reazione è il tempo impiegato tra lo stimolo e l’inizio della risposta. Uno dei principali fattori che influenzano questo è il numero di input che un individuo deve affrontare, questo dovrebbe essere breve ma non è detto, dato che in molti sport è richiesto un tempo di reazione più lungo.

Il lavoro di Hick (1952) spiega che il tempo di reazione aumenta proporzionalmente al numero di risposte possibili, fino a un punto in cui il tempo di risposta rimane costante nonostante l’aumento delle possibili risposte. Questo è chiamato ‘legge di Hick’.

Tempo di risposta

Il tempo di risposta rappresenta la combinazione del tempo di reazione più il tempo impiegato per muoverci. I fattori che possono influenzare il tempo di risposta di un individuo includono:

• Fase di apprendimento

• Sesso ed età

• Stato psicologico

• Intensità degli stimoli

• Anticipazione

• Esperienza

• Attenzione

• Lunghezza dei percorsi neurali

• Stato di salute

• Numero di possibili risposte disponibili

• Livello di forma fisica

• Tempo disponibile per effettuare la risposta

•Temperatura corporea (quando è inferiore, un individuo reagisce più lentamente).

Oltre alla relazione stimolo-risposta, il movimento iniziale di partenza richiede la capacità di superare l’inerzia, e quindi si basa su indici di potenza assoluti.Il termine “velocità iniziale” viene quindi utilizzato per descrivere la velocità prodotta una volta che tutti i movimenti sono iniziati.

2. Accelerazione

L’accelerazione, misurata in metri al secondo m/s, si riferisce alla “velocità di spostamento nello spazio” di un individuo o di un oggetto. L’accelerazione è un insieme di abilità complesse e utilizza posture, meccanica e fattori energetici che cambiano man mano con lo sviluppo dell’atleta. Ciò vale anche per gli sport di campo, nel qual caso devi prendere in considerazione lo sviluppo dell’atleta non solo fisico ma anche in termini di accelerazione e decelerazione.

Il termine accelerazione è spesso usato in modo intercambiabile con la velocità, ma i due hanno significati diversi. Questo perché un oggetto può muoversi velocemente senza accelerare avendo una velocità costante. Se la velocità di un oggetto (o persona) non cambia, allora non si sta verificando alcuna accelerazione.

La seguente tabella ci mostra i 7 migliori sprinter su 100 metri dal 1988 ad oggi, noterai come alcuni atleti raggiungono la velocità massima tra i 60-70 metri, in quel caso possiamo dire che l’atleta sta accelerando.

Qualsiasi variazione nella velocità si traduce in un’accelerazione. Ma cosa succede quando un atleta sta rallentando?

I termini accelerazione e decelerazione sono comunemente usati per descrivere l’accelerazione e il rallentamento, con persone o oggetti che si dirigono verso uno specifico punto con una direzione positiva o frontale e negativa o posteriore. Tuttavia, è importante capire che quando un valore di accelerazione è positivo, non significa automaticamente che l’oggetto o la persona sta accelerando. Un’accelerazione positiva può infatti dimostrare che la velocità dell’oggetto aumenta in direzione positiva o che diminuisce in direzione negativa. In alternativa, se l’accelerazione è negativa, la velocità potrebbe aumentare in direzione negativa o diminuire in direzione positiva.

Quando la velocità inizia a diminuire, l’accelerazione è nella direzione opposta al suo movimento e quindi inizia la decelerazione. I meccanismi di decelerazione sono spesso trascurati nella preparazione atletica, infatti non hai notato anche tu che quando un atleta parte non si ferma? Nonostante l’ironia il numero di traumi dovuti al poco lavoro sulla decelerazione nel mondo dello sport è altissimo, pensa che solo nei primi 5 mesi della stagione 2017/18 di Serie A sono stati registrati 130 infortuni gravi e 1145 partite saltate da calciatoriKO, l’80% di questi deriva da cambi di direzione effettuati erroneamente e, come probabilmente starai pensando, prima di iniziare a cambiare direzione sei costretto a decelerare. Se il tuo atleta non sa farlo è probabile che dia il via ad un’altra statistica: quella degli infortuni dovuti al tuo lavoro, io cercherei tutti i modi per evitarlo e tu, grazie a questo percorso, hai trovatola soluzione!

3. Velocità assoluta

La velocità assoluta rappresenta la capacità di eseguire uno specifico movimento nel più breve tempo possibile. In termini di velocità massima, nella sua forma più semplice, la velocità può essere considerata come un prodotto della lunghezza del passo per la frequenza del passo. Tuttavia, i componenti che influenzano questi fattori sono tantissimi. Come l’accelerazione, la velocità è un’abilità e dovrebbe essere insegnata come tale. La velocità massima assoluta raggiunta da un atleta è spesso definita come la velocità massima raggiunta in due o tre segmenti da 10 m.

4. Speed endurance (resistenza)

La resistenza alla velocità è definita dalla capacità di esprimere la massima velocità possibile per il più lungo tempo possibile. Tuttavia, anche se parliamo di resistenza alla velocità, lo sviluppo dei livelli massimi di velocità è fondamentale, in quanto, senza sviluppare alti livelli di velocità, che cosa stiamo allenando? Maggiore è il potenziale di velocità assoluta, maggiore è la capacità di resistere a livelli sub-massimali su lunghe distanze. Nei 200m, ad esempio, un atleta che corre sotto i 20 secondi deve essere in grado di eseguire i 100m a circa il 97-98% della propria velocità massima per essere in grado di completare la gara sotto i venti secondi.

5. Agilità e cambio di direzione

L’agilità è spesso intesa per descrivere quanto velocemente un atleta può cambiare direzione. Questa implica la capacità di reagire a stimoli imprevedibili, mentre cambiare direzione è considerata un’abilità fisica, senza l’elemento di reazione.

L’agilità è quindi definita come “un movimento rapido di tutto il corpo con cambio di velocità in relazione ad uno stimolo” che si basa su input cognitivi come:

• Elaborazione visiva

• Timing

• Tempo di reazione

• Percezione

•Anticipazione

Dopo questo preambolo e prima di addentrarci nella specificità ecco alcune indicazioni

  1. Usa uno studio approfondito – non limitarti a leggere l’introduzione e la conclusione ma prova e valuta. Comprendi i dati: non fare totalmente affidamento all’interpretazione dei dati altrui.
  • Spesso ci sono diverse ricerche provenienti da paesi diversi, come avrai potuto notare un keniano corre, in termini di abilità innate, diversamente da un italiano compara i diversi risultati.
  • Guardala popolazione dello studio. Si trattava di studenti universitari, atleti di sport di squadra, velocisti di élite? Ciò inciderà enormemente sui risultati e sulle conclusioni dei dati.
  • Attento ai “guru” di Internet o marketing e alle loro deduzioni. La gente pensa e dice un sacco di cose – ma devi ricordare che il corpo umano è tridimensionale con più cose che accadono contemporaneamente. Non può essere ridotto a un’equazione lineare. Hai bisogno di equazioni differenziali e calcoli 3D per capire il corpo umano – l’utilizzo di modelli algebrici lineari da solo è molto limitato nell’applicazione.
  • Quando si guardano i set di dati, considerare sempre quanto segue:
  • Se le misure e le cifre sono calcolate utilizzando dati di velocità media o istantanea;
  • Il metodo di misurazione;
  • La validità del metodo di misurazione.
  • Le condizioni e la popolazione utilizzata per raggiungere la misurazione.
  • Ricorda: nulla è a caso, analizza bene ogni test.
  •  Fai attenzione ai pregiudizi.

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