11.4 Fondamenti di Sprinting

Si definisce sprint l’esecuzione di una corsa al massimo della velocità o prossima a questa. Per uno sprinter, quindi, l’obiettivo è spingere il proprio corpo lungo una pista o un campo il più veloce possibile. Questo tipo di movimento ha caratteristiche cinematiche specifiche che differenziano la sua andatura dal camminare, fare jogging o correre.

Iniziare a comprendere nel dettaglio il ciclo del passo è di fondamentale importanza per comprendere il modello di un moto più complesso come quello dello sprint.

Andatura

Il ciclo del passo è l’unità di misura base per analizzare un’andatura. Esso inizia nel momento in cui il tallone di un piede tocca il suolo e termina con il successivo appoggio dello stesso.

Ogni ciclo del passo comprende una fase di appoggio, detta anche stancephase, ed una di oscillazione, detta anche swing phase. Mentre un arto sostiene il corpo, l’altro arto si porta in avanti senza toccare il suolo. Vi è un istante durante il quale entrambi i piedi toccano il suolo: mentre il piede che si è portato in avanti ha appena terminato la sua fase di oscillazione ed è in appoggio sul tallone, l’altro conclude la sua fase di appoggio e si appresta a quella successiva ed è, quindi, in appoggio sull’avampiede.

I punti di riferimento principali del ciclo del passo comprendono:

  • Contatto iniziale: il punto in cui il piede entra in contatto con il terreno
  • Fase statica: il piede è in appoggio e si comporta come un ammortizzatore. Si adatta al tipo di terreno e sostiene il peso del corpo che si sposta. La fase termina quando il piede in questione non è più in contatto con il suolo.
  • Toe off: rientra nella fase di oscillazione ed è il momento in cui le dita delpiede si staccano dal terreno.
  • Fase di oscillazione: il piede non è più a contatto con il suolo e la gamba è libera di spostarsi in avanti e di prepararsi al successivo appoggio.
  • Fase di volo: presente nella corsa e nello sprint, rappresenta il momento in cui nessuno dei due piedi è in appoggio o a contatto con il terreno.

Camminare

La fondamentale differenza tra camminare e altre andature è che quando si cammina si ha sempre un piede che sta effettuando la fase di appoggio, mentre l’altro è in oscillazione. Dal momento in cui la fase statica costituisce più del 50% del ciclo del passo totale, ci sono due momenti in cui è presente un doppio appoggio. Le persone generalmente camminano ad una velocità di 1,4-2,5 m/s.

rappresentazione fotografica di andatura – camminata (Eadweard Muybridge,piastra 8-1887).

Passare da un’andatura all’altra significa aumentare o diminuirne la velocità di esecuzione. Passare da una camminata ad una corsa, vuol dire aumentare la propria velocità di circa2,0 – 2,7 m/s (Schache etal. 2014). La demarcazione tra camminare e correre si verifica quando i periodi di doppio appoggio vengono sostituiti dai periodi di volo, durante i quali, come detto in precedenza, nessuno dei due piedi tocca il terreno. Durante la camminata la velocità aumenta in proporzione alla larghezza del passo, mentre durante la corsa la velocità aumenta in maniera inversamente proporzionale al tempo di volo. Fare jogging significa avere un’andatura di circa 3,2-4,2 m/s.

rappresentazionefotografica di andatura – corsa. Notare le fasi di volo e proiezione verticaleda terra. (Uomo in panno del bacino corsa ad un’andatura mezzo miglio, piastra60. Eadweard Muybridge, 1887.)

Il diagramma seguente mostra la transizione dalla camminata alla corsa e allo sprint. Nel punto A del grafico la fase statica è pari al 50% del ciclo del passo, muovendosi tra i punti A e B, i periodi di doppio appoggio cambiano in periodi di volo. Il punto B rappresenta, invece, un cambiamento della fase di contatto iniziale: non è più il tallone il primo appoggio al terreno, bensì l’avampiede.

Sprint

Quando un soggetto si avvicina alla velocità massima (12.17 m/s per 100 metri il record mondiale di Usain Bolt), possono verificarsi sottili differenze dall’andatura di corsa sub-massimale.All’aumentare della velocità di corsa, il tempo trascorso in oscillazione aumenta, il tempo trascorso in appoggio diminuisce, il tempo trascorso in fase di volo aumenta e il tempo totale del ciclo si accorcia. Generalmente al crescere della velocità si verificano anche dei cambiamenti sul contatto iniziale che passa dal retro piede all’avampiede.

Di seguito le immagini raffigurano le varie fasi che caratterizzano uno sprint su pista. Al di là del tipo di terreno su cui si muoverà un atleta, se l’andatura è quella di uno sprint le fasi saranno sempre le stesse.

Comprendere a fondo le fasi dello sprint è la chiave giusta per riuscire ad analizzarlo e meglio capire gli errori ed i margini di miglioramento in termini sia di meccanica che di velocità.

Fase statica

La fase statica è quella parte di un ciclo in esecuzione in cui il piede è a contatto con il terreno. Quando si analizza il ciclo del passo, un piede è preso come riferimento ed i movimenti del piede riferimento sono quelli analizzati e presi in considerazione.

Touch Down

Il “touch down”descrive il punto del ciclo di uno sprint in cui i contatti del piede sul terreno sono di preparazione al volo successivo. Il modo in cui il piede è poggiato a terra in questo momento è la chiave per eseguire uno sprint buono.Il piede dovrebbe colpire direttamente sotto l’articolazione del ginocchio, con la tibia perpendicolare al terreno. Molti dicono che il punto di appoggio del piede deve cadere appena sotto il CoM, senza considerare che se, davvero così fosse, si tenderebbe a cadere più che a correre.

Mid Stance

Nella fase di midstance il corpo distribuisce il suo peso sul piede, mentre il tallone inizia il suo avvicinamento al suolo. In tal modo si genera un riflesso da stiramento grazie al quale nasce la spinta necessaria per proseguire in maniera esplosiva e veloce.

Una volta che il piede entra in contatto con il terreno, la caviglia, il ginocchio e l’anca devono muoversi in modo sinergico ed allineato e redistribuire le forze in maniera congruente. Se nel corso dell’andatura, ad esempio, viene data più enfasi o forza al movimento dell’anca, questa ruoterà in avanti e si cade nell’errore da eccesso di falcata.  È fondamentale, quindi, essere in grado di gestire al meglio le forze assorbite e di smistarle nei distretti adeguatamente.

Mid Stance – Greg Rutherford Olimpico Salto in lungo campione è statoregistrato a 11.2 ms su correre su, e ha gestito 10.20s per 100m.

Toe off

Il piede lascia il terreno con la gamba estesa, posizionata dietro al CoM dell’atleta. Tuttavia, la quantità esatta di spostamento varia in base alla capacità individuale e alla gamma di movimenti.

Questo è l’ultima fase in cui il piede è a contatto con il pavimento.lacaviglia si estende naturalmente come l’articolazione dell’anca è allungataverso l’alto.

Fase di volo

La fase di volo dello sprint è quella fase in cui nessuno dei due piedi entra a contatto con il suolo. Quando il piede si stacca dal terreno, il suo asse longitudinale risulta essere perpendicolare alla base di appoggio. Nei casi in cui questo si verifica, l’esecuzione dello sprint appare corretta e caratterizzata da una buona meccanica. Mostrare un’eccessiva flessione plantare, quando il piede si stacca dal terreno, è indice di una spinta troppo forte e di una maldistribuzione di forze.  Inoltre, in casi del genere, la mancata triplice estensione di anca, ginocchio e caviglia espongono l’atleta in questione ad un maggior rischio di infortuni ed un calo in termini di performance.

Una volta che la gamba di supporto si stacca da terra, l’atleta è in volo. Durante il recupero della gamba, la punta del piede è portata via da terra da un riflesso di stiramento a livello dell’anca, precedentemente completamente estesa.

Swing

Il riflesso di stiramento dell’anca dopo lo stacco segnala l’inizio della fase di oscillazione e il recupero della gamba. Durante questa fase la gamba oscilla in avanti in una posizione chiusa permettendo una maggiore velocità angolare. Il tallone non deve calciare in alto e all’indietro, ma muoversi verso i glutei. L’atleta dovrebbe portare il ginocchio della gamba in oscillazione in avanti.

Dopo che il piede lascia il terreno, il ginocchio si flette e si porta in una posizione chiusa, per avvicinarsi al centro di massa.

Alcuni preparatori sostengono che il recupero della gamba libera sia un sottoprodotto passivo delle forze generate dal toe-off, mentre altri sono convinti che l’atleta dovrebbe attivamente portare in avanti la gamba effettuando una flessione dell’anca. In realtà il meccanismo di recupero della gamba durante la fase di swing è un meccanismo spontaneo e di naturale esecuzione, ma solo in alcune condizioni. Se il piede colpisce il terreno con la giusta velocità e, se l’angolo di applicazione della forza è retto, il tallone raggiungerà il gluteo senza sforzare troppo il bicipite femorale ed il ginocchio riceverà la forza per spingere in alto.

Pensa per un attimo aduno sprinter: pensi che mentre corre alla sua massima velocità stia pensando alla meccanica o al modo in cui colpire il terreno? L’unico pensiero è quello di andare veloce e ciò accade in modo spontaneo quando si ha alle spalle un programma di allenamento adatto e specifico. Uno sprinter entra in uno stato di subconscio tale per cui i movimenti sono eseguiti ad un ritmo che va al di là del controllo del Sistema nervoso centrale volitivo.

Successivamente alle fasi esposte, la gamba si estende e l’anca continua ad aprirsi per far sì chela gamba ritorni sotto l’anca, quasi come delle forbici, invertendo le funzioni e dando inizi ad un nuovo ciclo.

Infine, è bene notare come le catene fasciali, precedentemente presentate, siano coinvolte nel gesto della corsa o dello sprint o della stessa camminata. Le andature sono sì spostamenti in avanti e, quindi, sul piano sagittale, ma prevedono un’attività rotatoria del tronco, delle anche, delle ginocchia etc.

Il tutto è ancora più chiaro se si guarda alla coordinazione delle braccia in funzione delle gambe.Se uno sprinter non avesse un core forte non potrebbe avere la velocità che lo rende tale. La sua forza andrebbe dispersa e si manifesterebbe l’incapacità di generare forze anti-rotazionali. Un core forte, invece, se ben ricordi, darà al soggetto la possibilità di generare una gran forza e una sufficiente mobilità distale, utili ad aumentare la larghezza del passo e la velocità dell’andatura.

Più il core è forte e stabile, più le articolazioni sapranno muoversi in piena sicurezza e al massimo dell’efficienza. L’assorbimento e la trasmissione di forze saranno tale per cui le catene crociate anteriori e posteriori siano una base per lo sprinter da sfruttare per andare al Massimo.

Di seguito le immagini che riprendono le varie fasi della corsa e le variazioni di posizione del CoM nel soggetto.


Per tornare alla tua Bacheca clicca qui

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *