2.2 Il Processo di Contrazione Muscolare

Adesso andremo ad analizzare come avviene la contrazione muscolare. Quando un muscolo riceve un segnale di contrazione, si scatenano una serie di processi biochimici, che portano allo scorrimento dei filamenti di actina su quelli di miosina.
Ti chiederai:” ma l’energia per effettuare questo scorrimento qual è? Da dove viene?” 
Bene, la contrazione muscolare avviene grazie ad un’interazione tra actina e miosina che è guidata dall’ATP. Questo processo viene chiamato Crossbridgecycling, durante il quale la molecola di ATP viene scissa e si formano dei “ponti”; ovvero la testa della miosina si attacca temporaneamente ad un filamento di actina adiacente. Ecco perché vengono detti ponti. Un’ ulteriore molecola che interviene in questo processo è la tropomiosina la quale aiuta miosina ed actina a legarsi o ad interrompere il loro legame. Tutto inizia grazie agli ioni calcio, quando la loro concentrazione all’interno del sarcomero aumenta, i siti dell’actina si liberano permettendo alla miosina di agganciarsi. Quando le concentrazioni di ioni calcio tornano a livelli più bassi, i siti dell’actina vengono occupati e bloccati, così la miosina non ha il sito di attacco e di conseguenza il muscolo si rilassa.
Tutto qui? Ma come fa il calcio ad aumentare? Come fa l’impulso ad arrivare nel muscolo e a farlo contrarre?
Semplice, nel muscolo oltre alle strutture già descritte, sono presenti altri organi e recettori, i quali aiutano i muscoli a svolgere il loro ruolo efficacemente.
Tra queste ci sono:
Fusi neuromuscolari: sono organi propriocettivi che si trovano in parallelo alle fibre muscolari del ventre muscolare, e forniscono un feedback sui cambiamenti nella lunghezza del tessuto muscolare. Determinano la flessibilità del muscolo e i movimenti dinamici. I fusi neuromuscolari si allungano insieme al muscolo durante lo stretching o l’attività sportiva;essi captano lo stato di allungamento del muscolo edinviano le informazioni al midollo spinale e all’encefalo. Queste strutture sono fondamentali per prevenire infortuni legati ad un eccessivo allungamento, per mantenere il normale tono muscolare e per eseguire movimenti fluidi e controllati.Affinché un muscolo si allunghi è necessario che il suo antagonista si rilassi, e questo avviene grazie ai recettori dei fusi che sono sensibili sia all’allungamento che alla velocità dell’allungamento; in modo da proteggere il muscolo da un allungamento eccessivo. Questo processo è chiamato inibizione reciproca.
Recettori articolari: sono recettori situati tra le ossa, e rilevanodeformazioni meccanichetra la capsula articolare e i suoi legamenti. Il loro ruolo è quello di proteggere l’articolazione da un infortunio, e agire come propriocettori.
Organi tendinei del Golgi (GTO):sono situati a livello della giunzione muscolo-tendinea, fungono da propriocettori e sono stimolati in risposta ad un allungamento di un muscolo (sia passivo che attivo). Quando i muscoli sono contratti, soprattutto se in maniera isometrica, gli organi del Golgi rilevano il grado di tensione sviluppato, innescando un riflesso che porta al rilasciamento muscolare. Questo processo è chiamato inibizione autogenica e serve a prevenire infortuni. Ma i GTO non intervengono solo durante contrazioni intense, ma anche in quelle a bassa intensità: ad esempio se uno stretching statico a bassa intensità è mantenuto per circa 10 secondi, viene generata una tensione tale che i GTO intervengono attuando il rilascio muscolare inibendo l’attività dei fusi neuromuscolari e consentendo un range of movement più ampio.


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