2.6 Il Sistema Neuromuscolare

Il sistema neuromuscolare è dato dall’insieme del sistema nervoso e di quello muscolare; l’interazione tra questi due sistemi è fondamentale affinché il movimento avvenga. Il sistema nervoso manda i segnali attraverso i neuroni, questi danno istruzioni ai muscoli su quando, come e quanto attivarsi; quindi anche con quanta forza si devono attivare.  Precedentemente abbiamo parlato di come un aumento della CSA può influenzare la capacità di un muscolo di generare forza tramite l’ipertrofia e l’iperplasia. Tuttavia, dopo un allenamento di resistenza a lungo termine, la forza aumenta anche grazie agli adattamenti che avvengono nel sistema neuromuscolare, il quale aumenta la sua stimolazione muscolare. I potenziali adattamenti neuromuscolari per l’allenamento della forza implicano una serie di meccanismi, tra cui:

  • Maggiore reclutamento di unità motorie;
  • Minore coattivazione dei muscoli antagonisti;
  • Una maggiore attivazione di muscoli agonisti e sinergici;
  • Maggiore sincronizzazione delle unità motorie;
  • Maggiore attivazione muscolare;

COME VENGONO RECLUTATE LE UNITA’ MOTORIE?
Tutto parte dal sistema nervoso centrale il quale stabilisce il numero di unità motorie che deve reclutare per svolgere un’azione. In ogni muscolo, il reclutamento di tutte le unità motorie varia in base al potenziale d’azione che arriva; in alcuni muscoli vengono reclutate tutte le unità quando il potenziale è al 50% mentre in altri, invece, quando è all’85%. In poche parole, in alcuni muscoli quando si è al 50% della forza massima già vengono reclutate tutte le unità motorie, in altri invece bisogna arrivare all’85% della forza massima.  Come accennato nei paragrafi precedenti, le unità motorievengono attivate in base alle loro dimensioni (principio di Henneman), ovvero unità motorie più piccole sono reclutate più rapidamente quando la contrazione è bassa ed in seguito, con l’aumentare della contrazione muscolare, vengono reclutate quelle più grandi. Ad esempio, durante i movimenti veloci, il numero massimo di unità motorie reclutate è generalmente basso, poiché la quantità di tempo utile per aumentare la forza è veramente poca. Un fattore che influisce molto sulla quantità di unità motorie che vengono reclutate, è l’età di allenamento, ovvero se si sta allenando una persona inesperta o un atleta d’élite. Ciò accade perché il nostro sistema attua un’azione protettiva, cioè evita che vengano reclutate tutte le unità motorie in modo che non venga applicata troppa forza che potrebbe creare danni al tessuto muscolare se non è abituato a gestire quel tipo di carico.Man mano che noi cresciamo, e quindi passiamo dall’adolescenza alla pubertà, aumenta la nostra forza, ciò è indice di un aumentodel numero di unità motorie che vengono reclutate, non avviene ipertrofia. Più impulsi nervosi vengono inviati dal sistema nervoso, più la tensione muscolare aumenta e quindi aumenta la forza che il muscolo riesce a generare senza aumentare il numero di unità motorie reclutate. La frequenza di questi impulsi può essere regolata, ed in base alla tensione che genera il muscolo si contrae o si rilassa.La sincronizzazione delle varie unità motorie che vengono reclutate, è data dal coordinamento dei tempi degli impulsi all’interno del muscolo, o tra i muscoli sinergizzanti per creare il movimento desiderato.Questo è un coordinamento intra e intermuscolare che avviene grazie al sistema nervoso.Per massimizzare gli adattamenti neuromuscolari bisogna scegliere i giusti carichi da usare in allenamento in modo che si possa avere un’intensità alta,tale da massimizzare la forza.Se un’articolazione è disfunzionale o infortunata, e un’atleta continua a caricarci sopra, molto probabilmente starà danneggiando l’articolazione e il tessuto circostante. Il microtrauma può causare danni al muscolo dove le miofibrille non riescono a scivolare come dovrebbero. Nonostante gli atleti trovino sempre un modo per continuare a giocare/ gareggiare, pur infortunati, l’inibizione neurologica è rapida. Un tessuto danneggiato da un infortunio o da un’infiammazione, può essere guarito, ma ciò non significa che avviene anche una completa guarigione dal punto di vista neurologico.Ad esempio, in seguito ad una distorsione della caviglia, gli atleti possono continuare a percepire un’instabilità, e ciò suggerisce che ci sia un danno ai meccanocettori all’interno dei legamenti della caviglia post-infortunio, che interrompono i meccanismi di feedback del sistema nervoso. Questa neuropatia, naturalmente, si ripara nel tempo, ma dobbiamo capire che questo danno ai meccanocettori può influenzare la cinematica e l’espressione delle unità motorie coinvolte, anche una volta che un infortunio è guarito. Per cui questo è un dato importante da tenere in considerazione quando un atleta ritorna ad allenarsi post-infortunio.


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