3.16 Infortuni muscolari ed i loro trattamenti

Negli sport di velocità e Potenza le aree corporee più comunemente colpite dagli infortuni e sono gli arti inferiori, coscia, anca, area spinale.

Quegli sport che al contrario sono caratterizzati e riconosciuti per gesti come lanci spesso presentano problemi agli arti superiori. Sport che coinvolgono salti s
viluppano problemi cervicali in un numero maggiore rispetto alle altre discipline. Sport dove abbiamo impatto e contatto presentano lesioni, trauma e alterazioni cutanee. Tuttavia, influiscono l’età, il tipo di allenamento seguito nel presente e quello eseguito nel passato, la condizione fasciale etc.
Sforzo muscolare
Ci sono diverse classificazioni in vigore per la classificazione della gravità delle tensioni muscolari. Il sistema che è stato usato tradizionalmente è una classificazione a tre livelli:

Severity Descriptor
Grado 1 Il muscolo è sovrallungato. Possono essere presenti delle piccole rotture alle fibre del muscolo. L’individuo probabilmente avvertirà un lieve dolore con o senza il gonfiore.
Grado 2 Il muscolo è sovrallungato con la maggior parte delle fibre strappate, ma rotte completamente. I sintomi possono includere dolore forte con gonfiore. L’area dell’infortunio è piccola. Se sono danneggiati anche i piccoli vasi sanguigni intorno alla zona infortunata, possono crearsi lividi. I movimenti possono essere difficili a causa del dolore.
Grado 3 La maggior parte delle fibre del uscolo sono rotte. In alcuni casi, il muscolo è completamente rotto. Dolore, gonfiore e i lividi sono presenti di solito. Il movimento è difficile.

L’uso di ghiaccio
Tradizionalmente il ghiaccio è stato utilizzato per il trattamento acuto delle lesioni. Tuttavia, un nuovo pensiero suggerisce che il ghiaccio su di una lesione acuta è un modo per rallentare il processo di guarigione, descritto di seguito in fasi separate per facilitarne la comprensione:

Fase descrittore
infiammatorio Il dolore accompagnato da gonfiore e arrossamento. Diminuzione della sintesi del collagene. Aumento del numero di cellule infiammatorie.
proliferativa produzione di fibre di collagene. Diminuzione organizzazione fibre di collagene. numero diminuito di cellule infiammatorie.
rimodellamento Corretto allineamento delle fibre di collagene. resistenza dei tessuti aumentato.

Fonte: Baechle & Earle, Elementi essenziali di training muscolare e condizionamento
Il ghiaccio è spesso utilizzato da professionisti e allenatori nel tentativo di ridurre il gonfiore sia immediatamente dopo un trauma sia durante la fase infiammatoria.
Tuttavia, devi tener ben presente che l’infiammazione che segue un infortunio è una reazione fisiologica del nostro corpo che tenta di accelerare il processo di guarigione.
Il gonfiore è una delle risposte al danno che è indicativo della risposta infiammatoria del corpo, per cui la vasodilatazione avviene permettendo al sangue di trasportare in loco le sostanze utili alla riparazione tissutale.
Inoltre, il corpo mette in atto meccanismi per difenderci da ulteriori lesion e ferrite: uno di questi è il gonfiore nel sito della lesion, che aumenta la sensibilità al dolore e riduce la mobilità.
Quando il ghiaccio è applicato ad un sito lesionato determina immediatamente vasocostrizione dei vasi sanguigni nella zona, il che significa che meno sangue e sostanze nutritive saranno in grado di raggiungere la zona, e un minor numero di sottoprodotti di lesioni può essere rimosso. Il ghiaccio riduce anche la contrazione muscolare (Bleakely et al 2012), la cui conseguenza potrebbe essere una riduzione del drenaggio linfatico alla zona lesa.
Così, mentre il ghiaccio può ovviamente avere potere analgesico non sostiene sicuramente i processi di guarigione naturali del corpo.
Approcci alternativi per il recupero
Potresti chiederti: ma allora, se non metto il ghiaccio che faccio?
La risposta la trovi in quello che stai imparando: GUARDARE E OSSERVARE IL MOVIMENTO! Questo promuove il lavoro del Sistema linfatico, favorisce la circolazione, contribuisce al processo di recupero.


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