3.5 Anomalie Spinali e Danni da Scheletro

Anomalie della colonna vertebrale
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Sebbene la maggior parte degli sportivi non mostri anomalie spinali gravi, alcune condizioni possono presentarsi in vari gradi di gravità. Capire quali sono le anomalie più comuni ed essere consapevoli dei segni, delle cause e degli effetti di questi disturbi è quindi uno strumento utile per ogni preparatore atletico.
Tre delle anomalie più comuni che colpiscono la colonna vertebrale sono denominate scoliosi, cifosi e iperlordosi.

Scoliosi, Cifosi e Lordosi.

Cifosi
La cifosi è caratterizzata da una curvatura marcata della parte superiore della schiena, che si fa notare già dalla sezione toracica. Generalmente un soggetto con un’anomalia del genere si riconosce, oltre che per la curva cifotica aumentata, anche per la tipica conformazione delle spalle arrotondate e anteriorizzate, accompagnate dalle scapole, che tendono ad allontanarsi dalla colonna e, infine, per la posizione del mento in avanti.
La cifosi si presenta in vari gradi: l’ipericifosi può essere una condizione grave, spesso vista negli anziani, e comunemente definita gobba; forme congenite di cifosi, per cui le vertebre si sviluppano in modo anomalo; atteggiamenti cifotici, assunti dalle persone a causa di posizioni statiche e tenute per lunghi tempi (es. lavoro d’ufficio).
Nell’ultimo caso esposto è comune prassi che l’atteggiamento cifotico passi da una semplice postura sbagliata ad una cronica, conseguente a retrazione di muscoli pettorali, muscoli del collo posteriori, muscoli lombari e profondi del collo: una combinazione descritta dal Dr Vladamir Janda come Upper Crossed Sindrome.
La cifosi posturale di basso grado sarà probabilmente la forma più comune di questo disturbo che un tecnico si troverà ad incontrare e le strategie dovrebbero essere implementate di conseguenza per gli interventi correttivi.
Questo materiale educativo d’archivio del 1926 mette in evidenza il ruolo della postura. La postura “cattiva” inclusa la cifosi posturale è qualcosa che gli allenatori spesso incontrano.

Iperlordosi
La lordosi descrive la normale curva lombare spinale. L’iperlordosi, d’altro canto, si presenta come una curva lombare accentuata rispetto a quella fisiologica. L’iperlordosi provoca un aumento dell’inclinazione pelvica anteriore e una marcata flessione dell’anca in posizione eretta.
Dal punto di vista medico, la curva lombare è considerata iperlordotica quando vi è un’inclinazione pelvica anteriore superiore a 10 gradi rispetto all’orizzontale, nelle femmine, e superiore a 5 gradi nei maschi. Con questa condizione si noteranno anche le articolazioni dell’anca tenute in flessione rispetto a una posizione neutra. L’iperlordosi lombare aumenta la pressione posta sulle parti posteriori della colonna lombare e può predisporre un atleta a infiammazione o lesioni in quest’area.

L’ iperlordosi può anche esistere a causa di uno squilibrio muscolare cronico che causa ciò che è noto come Sindrome a basso incrocio. Questo è descritto dal dott. Vladimir Janda come una “facilitazione degli estensori toraco-lombari, del retto femorale e dell’ileopsoas, combinata con l’inibizione reciproca degli addominali e dei muscoli glutei”.
Scoliosi
La scoliosi è una deviazione laterale della normale linea verticale della colonna vertebrale, che quando misurata dai raggi X è maggiore di 10 gradi. Nei casi più estremi una deviazione della colonna può essere causa di rotazioni vertebrali nel punto estremo della curva.

Ci sono tre fattori causali chiave nello sviluppo della scoliosi:

Causative factor Descriptor
Congeniti Anormalie presenti nelle vertebre sin dalla nascita.
Idiopatica (giovanile, adolescente o adulta) Cause sconosciute.
Neuromusculare I sintomi si sviluppano come un sintomo secondario di spina bifidia, o paralisi cerebrale per esempio.

I sintomi di questa condizione includono:

  • Mal di schiena a livello della zona lombare
  • Affaticamento della schiena quando si sta molto tempo seduti o in piedi
  • Difficoltà a respirare (nei casi più gravi).

La scoliosi può presentarsi come condizione geneticamente indotta o derivare da patologie, mentra l’atteggiamento scoliotico deriva dall’assunzione di una cattiva postura.
Sicuramente non è una condizione invalidante per l’allenamento e spesso accade che i soggetti riescono in modo spontaneo a compensare talmente bene che le prestazioni e le performance non vengono compromesse. L’importante è sempre riuscire a programmare nei dettagli ogni allenamento e osservare la risposta del soggetto.
È altrettanto importante tener presente che la scoliosi può essere determinata o aggravata anche da tensioni fasciali. Il contributo di queste ultime tendono a tirare le ossa verso l’emilato più retratto. È fondamentale essere flessibili con tutte le attività, richieste, carichi e difficoltà.
Caso studio – Usain Bolt e la scoliosi
Il titolare del record mondiale nei 100 metri Usain Bolt è uno degli atleti di più alto profilo che esibisce la scoliosi; dimostrando che le anomalie sono qualcosa che può colpire chiunque, ma con le quali si possono affrontare alti livelli di agonismo.
In un numero del 2011 di ESPN The Magazine Usain Bolt ha rilasciato un’intervista in cui ha brevemente discusso questa condizione:
“Quando ero più giovane non era davvero un problema. Ma tu cresci e peggiora. La mia colonna vertebrale è veramente curvata male [forma “S” con il dito]. Ma se tengo forte il mio core e la mia schiena, la scoliosi non mi infastidisce molto. Quindi non devo preoccuparmene finché lavoro sodo. La prima parte della mia carriera, quando non ne sapevamo molto, mi ha davvero ostacolato perché mi sono infortunato ogni anno “.

Usain Bolt has had scoliosis since childhood.


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