5.2 I passi da seguire per creare un planning per gruppi specifici

Tale planning è di importanza assoluta per il coach, per il team leader o  per il responsabile dei coach: esso infatti indica la direzione:

  • si deve presentare come un documento che descrive la filosofia sulla quale si fonda la programmazione e dichiara su cosa porre attenzione nelle diverse fasce di età. Non deve indicare volumi specifici ma deve chiaramente stabilire la natura dei lavori da fare.
  • Deve essere breve: normalmente è sintetizzato in una sola pagina e si presenta come una sorta di mappa alla quale, in qualsiasi momento, tutti i coach possono riferirsi per la stesura dei loro piani a breve e medio termine. Evita in tutti i modi di rendere complicata questa pagina e fai in modo che sia facilmente consultabile.
  • Deve indicare le progressioni a cui attenersi anche se sempre con carattere generale; nel caso in cui ci siano dei sottogruppi (come ruoli specifici in determinati sport) è possibile prevedere una ulteriore pagina che specifichi le progressioni specifiche del gruppo di riferimento ma dando loro sempre una connotazione generale.
  • È essenziale per ogni responsabile ed ogni team leader: averlo segna il percorso ed è un promemoria per tutti i coach che stentano a ricordarlo ed al quale devono riferirsi anche quando individualizzano i planning.


Pluriennale statico: è una visione di insieme, rappresenta la filosofia con la quale si programma nel corso degli anni. Mostra le progressioni adeguate di sviluppo nel corso evolutivo dell’allenamento ed include la timeline con i gruppi di riferimento. Non include carichi specifici, è da condividere con tutti i coach che operano in una struttura. Viene scritto una sola volta, ma è passibile di revisione anno dopo anno.
Annuale statico: si riferisci ad un gruppo di atleti specifico per ruolo o per fascia di età (ovviamente la fascia di età rimane una indicazione anche quando si pala di ruoli specifici). Questo livello inizia ad offrire esempi di range di carico contenuti specifici. Può essere scritto insieme agli altri coach e, una volta redatto, potrebbe evolvere con lo sviluppo dei coach e la loro continua educazione.
Annuale fluido: si riferisce al gruppo scelto e deve rappresentare il report per ogni gruppo o fascia d’età allenata. È un diario di quello che accade giorno per giorno che potrebbe non rispettare in maniera pedissequa i piani predeterminati di breve-medio termine.
Quando cominci a lavorare con tali pianificazioni ci sono una serie di quesiti che possono aiutarti a tirar fuori il meglio.
Se sei un coach di alto livello che lavora con professionisti allora chiediti:

  • Cosa ha funzionato in passato per un obiettivo analogo a quello che devo raggiungere ora?
    • Ho prove certe che abbia funzionato o una semplice supposizione?
    • So con certezza quali elementi di questi programma ha avuto un’alta trasferibilità?
  • È necessario cambiare quello che sto facendo?
  • “non tentare di riparare una cosa prima che si rompa” è un eufemismo eppure indicativo di quello che un coach deve evitare: il principio della variabilità del carico è un sacrosanto principio ma porta con sé alcuni errori di interpretazione. La variazione deve avvenire quando l’adattamento è nel suo punto ultimo e deve precedere l’accomodamento. Anticipare la variazione del carico potrebbe determinare risposte negative allo stimolo con conseguente dilatazione dei tempi di supercompensazione. Programmare invece nei tempi giusti la variazione del carico, che sia di natura qualitativa o quantitativa, previene l’accomodamento e genera la possibilità di uno sviluppo continuo in termini di forma, di condizionamento.

Se sei un coach che si sta formando già da un pò allora chiediti:

  • A che cosa sto lavorando? Per quali obiettivi?
  • Che tipo di allenamento dovrei somministrare ai giovani atleti affinchè diventino i futuri professionisti? E come posso programmare questo per loro?
  • Per trovare le giuste risposte bisogna frequentare ambienti in cui si trovino coach che vengono a anni di esperienze con atleti professionisti ed avere capacità di osservazione. Tuttavia non devi poi incorrere nel rischio di utilizzare quei metodi avanzati su atleti giovani: è in ballo il loro futuro e la specializzazione precoce è come una splendida giornata in cui il sole purtroppo tramonta tremendamente presto!

Se sei un coach alla prima esperienza e non hai mai stilato un planning:

  • Prendi carta e penna e comincia col buttar giù il tuo primo planning
  • Il tuo planning farà schifo, sarà inutilizzabile, ma è solo il tuo punto di inizio. Nessuno dei programmi che ho scritto agli inizi della mia carriera era veramente applicabile.
  • Lascia che cambi, le cose ti saranno più chiare una volta che le hai messe su carta. Attendi l’adattamento prima di cambiare nuovamente. È tutto parte di un processo che col tempo diverrà sempre più fine.

I 6 errori più comuni della programmazione
Che tu stia stilando un planning per la tua prima volta o meno, tieni d’occhio le 6 cose da evitare che ti elenco di seguito perché non ti faranno commettere strafalcioni e cadere in perdite di tempo:

  • Programmare per troppi obiettivi – (“Solo un genio rende semplice ciò che è complesso” cit. Einstein) Elencare troppi dettagli ti portano via la visione di insieme e perdi di vista come relazionare i vari elementi tra loro
  • Programmare microcicli a livelli multipli – usa più semplicemente dei blocchi in progressione
  • Pianificare ciò che non riesci normalmente a controllare (ad es. come si allenerà un atleta nella pausa natalizia o a ridosso di un esame universitario)
  • Sopravvalutare le abilità generali e sottostimare quelle specifiche. Tanti coach spendono ore ed ora in palestra quando quello che devono fare i loro atleti è giocare a calcio. Questo perché ovviamente l’attività in sala attrezzi è molto più quantificabile e misurabile e quindi facilita la programmazione.
  • Essere affezionato a piano che hai scritto ti porterà a sottoporre atleti a stimoli per i quali non sono ancora pronti o esattamente l’opposto. Sii flessibile e pronto a rivedere con umiltà ed obiettività quanto hai pianificato con tanta cura.

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