6.3 Coachability

Prima di proseguire con la lettura ti invito a darti da solo la definizione di “coachability”.
Fatto? Ora passa a leggere la mia!
Per coachability intendiamo l’allenabilità di un atleta indipendentemente dalla sua età. Ciò presuppone un processo di crescita rispettoso delle progressioni e del timing che devono avere riguardo l’atleta stesso. Letteralmente possiamo tradurla come “capacità di essere allenato”. Ciò che crea un imbuto favorevole allo sviluppo graduale nel corso degli anni è appunto il sistema di progressioni adottato. Non importa che un atleta abbia 30’anni, se quell’atleta ha vissuto un percorso di coaching adeguato è assolutamente ancora migliorabile sotto qualche aspetto.
Quando non sai se il percorso di sviluppo che stai seguendo per il tuo atleta è quello giusto in termini di progressioni e quindi non sai se stai preservando la sua allenabilità puoi porti alcune delle seguenti domande:

  1. Il mio atleta in fase di sviluppo sta riscuotendo successo e migliorando
  2. Si allena da così tanto tempo ed ha così tanta esperienza da poterlo sottoporre ad allenamenti tipici dell’alta performance? Oppure ha subito infortuni in passato? È in burn-out? È pronto per accedere a questo livello?
  3. È allenabile ancora? È stato lasciato dello spazio nella stanza dello sviluppo affinché possa portare anche io le mie cose?
  4. È pronto per essere allenato a pieno nelle aree chiave della sua performance?

Metti caso che arrivi da te uno sprinter 21’enne che già da anni sta lavorando sullo sviluppo della sua forza massimale e della sua resistenza alla velocità. Quanto puoi migliorare questo atleta e sotto quale aspetto? Il cerchio è notevolmente ristretto per quanto tu possa sforzarti a pensare. L’atleta è poco allenabile o meglio il processo allenante che lo porta al miglioramento non avrà riscontro nel breve termine. Cosa conta negli anni precedenti al 21°? Allenare la forza massimale o acquisire la tecnica adeguata per tutti gli esercizi olimpionici? E per la velocità? Meglio avere un atleta resistente alla velocità ma poco efficiente oppure preferiresti trovarti di fronte un atleta biomeccanicamente e tecnicamente perfetto? Sicuramente sull’ultimo si potrebbe lavorare facilmente sulla massimizzazione della velocità attraverso i vari sistemi di incremento della forza ed in seguito migliorare la resistenza alla velocità acquisita.


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