6.4 Le progressioni a confronto con i programmi LTAD e Talent ID

Già prima ti ho spiegato la controversia tra progressioni e LTAD. Ci voglio ritornare per un attimo perché è apripista per un’altra grande sciocchezza: i Talent ID Program!
Dunque, i programma LTAD sono fallimentari per il principio su cui si fondano. La European Football Academy, la Australian Institute of Sport, i tentativi della Germania di creare dei centri in cui sviluppare il talento sono in realtà dei fallimenti. La centralizzazione del sistema allenante in questi luoghi oscura la figura del coach che è il primo fattore determinante nello sviluppo dei giovani atleti.
Il programma di identificazione del talento falliscono ancora prima di essere posti in essere dal momento che funzionano in maniera analoga: infatti prelevano dati statistici dei migliori atleti per compararli a quelli che compaiono in elenco ed attraverso dei numeri cercare di estrapolarne i più talentuosi. Ancora una volta il sistema al centro del programma! Ancora una volta fallimento!
Fino a quando un sistema non centralizza la figura del coach purtroppo sarà destinato a fallire. Un sistema così come un modello descrive sempre qualcosa di non mutevole, di non suscettibile alle variazioni nonostante l’ambiente di riferimento sia ricco di stimoli che imputano variabilità. Pertanto fino a quando al centro del sistema di allenamento ci sarà il sistema di programmazione, avremo un immutabile nell’immutabile quindi qualcosa di veramente poco consono alla realtà. Quando un sistema porta al suo centro la figura del coach e si interessa dello sviluppo e della crescita degli stessi coach ancora prima che di quella degli atleti, allora ti renderai conto di essere di fronte ad un sistema che potenzialmente può creare una infinità di talenti.
Se non si coltiva dapprima il talento degli allenatori, come si può pretendere che gli stessi producano talenti? Un coach che abbia ricevuto a sua volta programmi di sviluppo e sia programmabile anche a distanza di anni nelle sue formazioni è un coach di alto livello: riuscirà a programmare  in progressioni e quando non potrà farlo sicuramente non farà altro male all’atleta che ha davanti!
I sistemi centralizzati sui programmi di allenamento sono inclusivi per certi atleti e ne allontanano altri. Ci sono sport molto dipendenti dagli ambienti o dalle attrezzature come ad esempio il canottaggio o il ciclismo ma ce ne sono altri come l’atletica che non dipendo da nulla, ti basta avere un pezzo di strada per allenarti. In questi ultimi sicuramente i coach hanno avuto modo di svilupparsi meglio, senza pregiudizi né compromessi ed è da loro che studio ed imparo tanto.
I sistemi centralizzati su programmi di allenamento tendono a creare anche conflitti interni allo stesso sistema. I coach e gli atleti che giungono a risultati di successo, non riconosco la centralità e generano conflittualità internamente.
I sistemi centralizzati non funzionano mai?
Certamente sì ma se e solo se gli allenatori ed il loro sviluppo è al centro di tutto.
Quando gli allenatori sono ritenuti figure fondamentali, è più probabile che siano produttivi e cooperativi. Inoltre, portare un numero di atleti in nazionale ed ottenere risultati importante richiede migliaia di allenatori qualificati che lavorano ovunque.
Quanti atleti conosci che siano venuti fuori da programmi LTAD o Talent ID? Prova un attimo a quantificare l’investimento effettuato su questi programmi e valuta poi il ROI da essi proveniente. Per quanti milioni di dollari siano in ballo, la produttività risulta sempre scarsa. La realtà è che gli allenatori sono i principali responsabili della crescita degli atleti e rappresentano il migliore strumento che abbiamo per allevare gli atleti del futuro.
La struttura della performance
Entrare nella performance quando sei un coach significa capirne la struttura, significa comprenderne tutte le richieste dal punto di vista fisiologico, biomeccanico, biochimico. Identificare la struttura della performance vuol dire avere fatto ammenda di tutti i dati che coach, ricercatori e fisiologi dello sport hanno raccolto per anni. Capire la performance vuol dire sapere esattamente come devi allenare il tuo atleta affinché possa eccellere.
I dati bibliografici presenti in letteratura scientifica ed in quella da campo riguardo la performance rappresentano oro se ben utilizzati, catrame se male interpretati.  Nella gran parte dei casi accade che i coach si concentrino principalmente sulle debolezze dei loro atleti, sui loro punti carenti, piuttosto che sui loro punti di forza. Guarda ai risultati di questi allenatori e valuta se vale o meno la pena di avere un approccio del genere. Ricordi  Pato? Calciatore fenomeno esploso all’alba dei suoi vent’anni e miseramente caduto nel loop degli infortuni ripetuti dopo un tentativo di irrobustirlo. Cosa credevano di fare i suoi allenatori? Come ha affrontato questo percorso il ragazzino Pato? Può darsi che i primi abbiano guardato troppo alle sue debolezze piuttosto che concentrarsi sui suoi punti di forza a tal punto che lo stimolo allenante somministrato gli si è ritorto contro. Oppure il giovane atleta non ha retto la pressione di una vita troppo ligia ed ottimizzava poco l’allenamento con un inappropriato stile di vita? La verità è nota solo a chi ha fatto parte di quel processo di allenamento ma quello che è osservabile obiettivamente è che, ogni qual volta, si va contro le predisposizioni naturali si tende ad oltraggiare il corpo ed inevitabilmente a creargli un danno al quale non sappiamo se risponderà un giorno adattandosi positivamente.
Altro errore commesso dalla stragrande maggioranza degli allenatori è osservare le performance d’ élite, studiare gli allenamenti che le hanno prodotte e riportarli su ragazzini con la speranza che possano generare le stesse prestazioni. Vuoi ottenere un’alta prestazione oggi ed un oblio nel futuro? Oppure, come coach, sei disposto a sacrificare la gloria a breve termine tua e del tuo atleta per donargli uno sviluppo a lungo termine che gli possa far raccogliere una serie di vittorie? A te la scelta! Non è un dovere essere etici! Non è un dovere avere cura della persona che si affida a te! Puoi sempre scegliere! Puoi scegliere chi essere! Puoi decidere se prenderti la gloria effimera di una vittoria precoce, oppure quella duratura di un lungo cammino… puoi decidere se incarnare una persona retta come allenatore o sfruttare gli atleti che hai per darti un pugno in petto o guadagnare qualche euro in più. Di certo lo sviluppo a lungo termine di un atleta necessita di una persona dai sani principi.
Se decidi di far parte di quest’ultima schiera, le progressioni ti facilitano notevolmente il compito. Esse rappresentano infatti una modalità di sviluppo sistematico ed organizzato dei tuoi giovani atleti. Le progressioni ti allontanano dal caos e dal disordine che crea un allenamento proposto in maniera casuale.
A tutti gli effetti, conoscere la struttura della performance è come avere la mappa stradale del percorso che devi compiere per portare gli atleti all’obiettivo. Sai quali sono le caratteristiche che devono avere per fare bene, se li testi e li osservi di continuo conosci il loro punto di partenza, quindi saprai come condurli alla meta.
La Germania ha svolto un grosso lavoro in questo senso. I grafici di sotto sono relativi ai 200m lanciati del ciclismo e sono la rappresentazione di come siano entrati nella prestazione per estrapolarne i punti chiave.

la performance al centro di questo grafico è un po’ l’ombrello sotto il quale si raccolgono diversi elementi che in modalità diverse contribuiscono alla sua realizzazione

Le richieste specifiche per la prestazione a tempo del ciclista sui 200m

Quanto influiscono le diverse componenti sulla prestazione e le relazioni tra loro esistenti

Le richieste psicologiche specifiche di questo sport


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