6.5 Progressioni sul lungo termine nello sport d’élite

Ci sono 3 diverse strade che puoi intraprendere per portare il tuo atleta ad una prestazione di livello alto:

  1. organizzare in maniera sistematica il suo sviluppo affidandoti alle progressioni a lungo termine;
  2. allenarlo in modo caotico (devi essere disposto a prenderti i rischi che comporta un percorso disorganizzato rispetto ad una strada ben impostata);
  3. specializzarlo in fase precoce. Succede quando cominci a focalizzare la tua attenzione sul risultato rispetto al calendario di gare della fase di sviluppo del tuo atleta. Spesso sono gli stessi genitori che invocano questa strada perché presi dall’egoismo della vittoria o perché vedono un futuro professionale nello sport per i loro figli.

La terza ed ultima strada non può essere percorsa se non in modo molto ben strutturato. Non puoi specializzarti e diventare un campione in fase precoce se non hai osservato un percorso ben delineato. È un processo strutturato e quindi scelto da qualcuno che ha deciso di portarti ad una prestazione alta anzi tempo, prima ancora che tu possa essere pronto.
Sviluppo sistematico
Lo sviluppo sistematico prevede una programmazione strutturata dell’allenamento che rispetti il principio delle progressioni. L’allenamento strutturato rispetta le richieste fisiologiche degli atleti a cui si somministra e non eccede il carico per loro tollerabile. Non genera specializzazioni precoci perché si fonda sulla multilateralità in principio e non canalizza il risultato dello stimolo allenante verso una più caratteristiche proprie della performance di riferimento. Grazie alla larga base generale sulla quale si fonda, crea il giusto presupposto per una drastica riduzione della casistica infortuni.
Da un punto di vista qualitativo, predilige dapprima allenamenti generali a quelli specifici e multi direzionali a quelli unidirezionali. Considera l’atleta come un contenitore molto più ampio di quello che può contenere le solo richieste dello sport di riferimento e crea pertanto il presupposto per la longevità ed il benessere.
Da un punto di vista quantitativo, tiene in alta considerazione le capacità di base come la velocità, la frequenza, l’accelerazione. Genera i presupposti coordinativi essenziali e gli adattamenti tecnici neuromuscolari adeguati affinché in età adulta si possa passare senza problemi all’allenamento delle capacità concernenti più da vicino l’alta performance.
Lo sviluppo caotico
Lo sviluppo caotico rappresenta la meta di allenamenti non ordinati, non strutturati. L’atleta che attraverso un allenamento simile raggiunge risultati importanti è  un atleta dotato geneticamente oppure un atleta che ha un background sportivo ad ampia base (quindi uno che ha fatto più sport da piccolissimo o simultaneamente all’attività praticata si diverte giocando in più discipline). Uno degli aspetti negativi in cui ci si imbatte percorrendo questa strada è il ritardo di sviluppo di certe capacità che una serie di allenamenti non strutturati possono eventualmente trascurare. Se non programmi non hai una visione di insieme degli allenamenti che seguirà il tuo atleta e corri inevitabilmente il rischio di perderti qualcosa per strada. D’altro canto è una strada che conduce per fortuna a pochi infortuni perché la multilateralità di base è un deterrente importante. È vero anche che le intensità elevate vengono toccate quasi esclusivamente nei momenti competitivi e quindi non ci sono attività ad alto rischio infortuni.
La specializzazione precoce
La specializzazione precoce è una strada che può condurre al successo molto più facilmente ma con una serie di controindicazioni:

  • il successo arriva presto (prima dei 20’anni o poco dopo);
  • il successo se ne va altrettanto presto;
  • gli infortuni sono una costante lungo questo percorso.

Di solito i programmi per specializzazioni precoci includono lavori unidirezionali, sviluppo di forza massimale, di forza specifica, di resistenza alla velocità… stiamo parlando di capacità che dovrebbero rappresentare la punta dell’iceberg per l’allenamento di un atleta ed essere sostenute solo dopo la fase adolescenziale.
La specializzazione precoce sottopone gli atleti a stress che la loro struttura non è preparata ad affrontare ed anche se nel breve termine rispondono in maniera positiva, i danni di un simile lavoro sono dietro l’angolo e si presenteranno lungo il cammino. Con questi programmi si lascia davvero poco spazio nel quale lavorare ai coach che prenderanno l’atleta in fase avanzata dal momento che avrà praticamente bruciato le tappe. Se ciò può generare nel breve termine eccellenti risultati, presenterà nel lungo termine infortuni che spesso risultano talmente lesivi che stroncano la carriera.
Da un punto di vista qualitativo, questo sistema di allenamento sollecita a tal punto determinati pattern del movimento da far sviluppare i muscoli principali responsabili di essi prima ancora che le altre strutture possano essere pronte per ricevere tale evoluzione. Lo sviluppo dei sistemi energetici è un’altra delle sue caratteristiche: si tende a lavorare in capacità prima ancora di massimizzare la potenza.
Da un punto di vista quantitativo, questi programmi utilizzano carichi unidirezionali incentrati sulla prestazione da realizzare e allontanano il focus biomotorio da quello utile a costruire una base tanto ampia da garantire un successo a lungo termine.
Ad esempio, in Canada negli ultimi due decenni negli sport di media e lunga distanza, la maggior parte dei detentori del record nazionale e degli atleti di alto livello (finalisti e medaglie ai Campionati Mondiali o ai Giochi Olimpici) provenivano da discipline di sprint o salti, allenati senza intenzione (almeno in tenera età) di farli diventare atleti di sprint-endurance. Non è successo fino al progredire cronologico della loro carriera: molti di essi, addirittura post-junior, hanno iniziato a concentrarsi sugli allenamenti di resistenza. Crescere in discipline di sprint e salti ha fornito loro la “base” di velocità / potenza necessaria per i requisiti di velocità delle gare internazionali di 400m / 800m. Poiché questi atleti sono stati cresciuti senza che si desse importanza allo sviluppo della resistenza, stavano gettando le basi ideali per il lavoro di resistenza allo sprint su media distanza senza nemmeno saperlo. Questa filosofia è in netto contrasto con quella che voleva tirar su “talenti futuri” in modo mirato e che poi non si sono mai materializzati completamente,  probabilmente a causa della troppa esposizione ai carichi specializzati in età precoce e dell’assenza di velocità di base e di sviluppo della potenza.
Età, anzianità e specializzazione
Se è vero che la specializzazione precoce ha una marea di controindicazioni è pur vero che non puoi ritardare eccessivamente l’esposizione dei tuoi atleti al lavoro specifico altrimenti corri il rischio di uscire fuori dalla finestra delle opportunità. Cosa vuol dire? Semplicemente che in ogni momento cronologico della nostra vita siamo aperti ad una serie di esperienze e riusciamo a massimizzarle se avvengono al tempo giusto. Se sottoponi ad allenamenti prevalentemente generali atleti di età avanzata, non otterrai un grosso risultato in termini di performance perché stai omettendo il lavoro che per loro ha una trasferibilità maggiore.
Ogni abilità fisica ha la sua data di scadenza!!!
Il grafico di sotto mostra l’evoluzione delle migliori centometriste al mondo. Di sicuro ognuna differisce dall’altra per una serie di caratteristiche ma ciò che ci interessa è il trend di questo grafico così come evidenziato dalla linea rossa più marcata.

L’importanza del coaching è tanto grande nella fase di sviluppo quanto in quella avanzata. Sarà fondamentale per te, se sei sulle fasce di età in fase di sviluppo, lasciare i tuoi ragazzi come dei contenitori talmente ampi entro i quali l’allenatore che li prenderà potrà porvi tutto ciò che occorre per una prestazione di élite. Tieni comunque in considerazione il fatto che ci vogliono circa 10 anni di allenamento specializzato per raggiungere il picco della prestazione. In atleti che hanno background diversi potrebbe necessitare meno tempo, ma se non sei di fronte ad atleti specializzati precocemente  impiegherai comunque tempo prima di portarli davvero al top. Per logica ti porto a riflettere su una cosa: se ti occorrono 10 anni per ottenere una condizione che rappresenti davvero il top per l’atleta che alleni, devi osservare il trend dell’età maggiormente prestativa per il tuo sport e andare a ritroso con gli anni per capire quando è il momento giusto di inserire elementi specifici. È un discorso che fila fino a quando, a monte, viene allenato l’atleta nel rispetto del suo sviluppo e non specializzato precocemente.
Considera che se un atleta entra nel periodo di sviluppo specifico precocemente brucia le tappe ed avrà una serie di problemi. Se un atleta vi entra in tempi tardivi ci sono comunque controindicazioni ed avrà a disposizione meno tempo e capacità ridotte per lavorare su elementi specifici. Come nella competizione anche nel coaching il timing è fondamentale.
Successo giovanile e le varie categorie
Il successo sportivo in età giovanile non è predittivo del successo anche in età adulta. Spesso sono proprio i giovani che nelle loro categorie non esplodono ad avere successo in fase avanzata.
Le categorie giovanili vengono distinte per età cronologica ossia in merito alla data di nascita dei ragazzi. L’età cronologica può non coincidere con quella biologica in quanto i ragazzi possono maturare prima del tempo previsto o ritardare la loro maturazione.
Accade dunque che coloro i quali maturano anzi, tempo tendono ad avere prestazioni superiori alla media dei loro pari ma si troveranno in grossa difficoltà quando questi ultimi li eguaglieranno in termini di sviluppo fisico. Viceversa quelli che sono in ritardo di sviluppo metteranno in evidenza le loro qualità solo e soltanto dopo che il loro sviluppo fisico li mette in pareggio nella categoria.
Il fattore più predittivo di un futuro successo in età giovanile non è dunque il successo stesso: è invece quanto un atleta migliora in funzione del carico che gli è stato somministrato nel rispetto della sua fisiologia.
Se la cronologia non è un reale descrittore della fase di sviluppo, i marcatori biologici sono gli unici a poterlo identificare con più accuratezza: età ossea, picco di crescita, menarca e le varie caratteristiche sessuali secondarie.
Il tempo di esposizione all’allenamento viene definito come anzianità di allenamento: non specifica i carichi utilizzati ma è noto che gli atleti con una maggiore anzianità tendono a raggiungere la loro prestazione migliore prima di altri.
Inoltre, come ci insegna la fisiologia, non tutti (soprattutto i maschi) si sviluppano allo stesso modo e negli stessi tempi. Pertanto non commettere l’errore di sottovalutare quelli che sembrano non sviluppare entro i tempi cronologici previsti certe caratteristiche: potrebbero essere atleti eccellenti che vengono fuori in età più avanzata.
Le finestre di opportunità
Il grafico di Guzalocvksy mostra la fascia di età ideale per l’allenamento di specifiche abilità motorie

Puoi ben capire quando determinate abilità dovrebbero essere introdotte e cosa dovrebbe costituire la loro base. Per “static endurance” ci si riferisce alla resistenza in isometria mentre per “strenght” alla forza massimale.


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