6. Progredire: Il Vero Significato

Forse sto per dirti qualcosa che deluderà le tue aspettative…
Obiettivo di questo capitolo non è offrirti una lista di esercizi da poter usare pescando dall’elenco!
Se avevi di queste aspettative, lascia che ti rinfreschi un momento l’idea di COACH: un coach è colui il quale riesce ad educare ed allenare qualsiasi movimento in qualsivoglia ambiente in ogni fase di sviluppo.
Se ti chiedi come può essere possibile che un giorno tu incarni il “coach” che un atleta vuole a tutti i costi la risposta la trovi esattamente nelle righe di sopra. Questo percorso che facciamo io e te sulle progressioni ti porterà a capire come, quando e perché programmare delle variazioni progressive (o tornare indietro in regressione) senza vincolarti ad una lista di esercizi che magari non potresti applicare per un motivo qualsiasi (assenza di attrezzatura, carenze fisiche…).
Il termine progressione di per sé offre l’idea di qualcosa in divenire, quindi di uno sviluppo a lungo termine. Quando parlo degli atleti e faccio riferimento al loro sviluppo a lungo termine non è allo standard LTAD che sto pensando.


Nel tradizionale modello di Long Term Athlete Development si ha un approccio strutturato per fasce di età e richieste fisiologiche abbastanza rigido.
Perchè le Progressioni?
Quello a cui faccio riferimento quando ti parlo di progressioni è ciò a cui da solo arriverai per fare in modo che il tuo atleta abbia uno sviluppo costante nel corso degli anni e non esploda in anticipo per poi cadere nel baratro del dimenticatoio. Per arrivare a programmare con logica l’approccio all’allenamento occorre che tu conosca perfettamente i principi che si celano dietro le progressioni.
Potrai dire di aver pianificato tutti periodi di allenamento nel rispetto delle progressioni quando noterai 3 cose principali:

  1. Lo sviluppo a lungo termine dei tuoi atleti: non è insolito osservare atleti nettamente superiori alla media in certe fasce di età e poi non sentirne nemmeno più parlare a distanza di un paio di anni o anche meno
  2. La specializzazione arriva al tempo giusto: è un discorso che bene si relaziona al precedente. Atleti specializzati in tempi anticipati sono atleti poco allenabili nelle aree sensibili future e quindi atleti davvero poco migliorabili. Quello che però è il loro eccellente rendimento in un momento storico della loro vita potrebbe ovviamente non essere nemmeno sufficiente negli anni a venire e se hai precluso loro la possibilità di essere migliorati li hai praticamente aiutati a vivere un piccolo tempo di gloria (se mai è arrivata) e poi l’oblio.
  3. Equilibrio: sì, le progressioni bilanciano i tuoi programmi! Fanno in modo che tu possa gestire bene il carico sui diversi pattern o anche la unilateralità degli esercizi. L’equilibrio dona sicurezza al tuo programma e riduce notevolmente il rischio infortuni.

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