7. Coaching

Quando lavoriamo con le persone è importante capire, prima di iniziare il lavoro, se hanno un Obiettivo.
Se non ce l’hanno, molleranno alla prima vera difficoltà. Salteranno qualche allenamento, faranno qualche sgarro in più a tavola, ecc. Non è detto che, se hanno un obiettivo, saranno perfetti, ma è certo che, se non ce l’hanno, scenderanno a compromessi di fronte al primo vero ostacolo che si metterà fra loro e quello che vorrebbero. Di conseguenza tu fallirai.
Capire se la persona che segui ha davvero un obiettivo, rappresenta un aspetto estremamente complesso, che puoi capire tanto meglio, quanto più sei capace in prima persona di porti degli obiettivi e realizzarli. Per questo la prossima sessione sarà rivolta a te. Per spiegarti cos’è un obiettivo e come fare per capire se te lo sei posto oppure se hai solo dei buoni propositi, tipo quelli che ci poniamo a capodanno e per il giorno della befana e che abbiamo già dimenticato… Tutto questo perché non puoi far fare ad altri qualcosa che tu non padroneggi in prima persona.
Ci sono sicuramente delle caratteristiche che rendono un obiettivo più o meno raggiungibile, sin dal principio, all’atto della stesura stessa. Molto spesso non perveniamo alla realizzazione di un obiettivo semplicemente perché abbiamo sbagliato già in partenza nel definirlo, complicandoci la vita da subito. Il decalogo qui proposto potrà esserti molto utile per formulare i tuoi obiettivi in modo corretto, stabilendone i tratti specifici.
Specifico, definito e misurabile
Questo è il primo scalino nel quale le persone inciampano e che impedisce a molta gente di raggiungere ciò che desidera, limitandosi a vaghe generalizzazioni tipo “voglio stare in forma”, “mi piacerebbe migliorare”, “il mio obiettivo è mettere massa magra”. Affermazioni così sommarie non significano nulla per la nostra mente, sono troppo poco specifiche e non indicano una meta. Sarebbe come dire “voglio andare in vacanza” rispetto a “la prossima primavera voglio andare in vacanza alle Isole Maldive, nell’atollo di Ari, in un hotel a 5 stelle, per due settimane, dal 26 dicembre, insieme a un amico fra Gianni, Valerio e Francesco”. Nel secondo caso la vostra mente è stata indubbiamente in grado di focalizzarsi su qualcosa di preciso e definito. Obiettivi specifici e definiti sono come la stella polare per un navigante, un punto fisso e inamovibile, che ci indica una rotta e che ci dà un riferimento preciso della direzione in cui muoverci, anche quando cambia il vento. La specificità di un obiettivo necessita di MISURAZIONE. Plicometria, antropometria, bioimpedenza (BIA), foto fronte, retro e profili, test FMS sono tutte misurazioni importantissime per permettere alla mente di creare un’immagine il più chiara e specifica possibile, che serve a fissare un obiettivo.
Inoltre, più è specifico l’obiettivo più solleciterà il nostro SAR, il sistema di attivazione reticolare, meccanismo selettivo del nostro cervello, che determina ciò che notiamo e a cui prestiamo attenzione.
Ti è mai capitato di voler cambiare automobile e decidere di comprare un determinato modello di un certo colore e, da quel momento in poi, iniziare a notare quell’auto dappertutto? Ovviamente quelle automobili c’erano anche il giorno prima, ma adesso che il tuo SAR si è attivato mettendo a fuoco ciò che vuoi, fa sì che tu entri in un parcheggio con centinaia di autovetture e immediatamente la tua attenzione venga attirata da tutte quelle uguali a quella che tu hai deciso di acquistare, come se risaltassero e si imponessero su tutte le altre.
Quando il nostro SAR è attivato su qualcosa su cui ci siamo focalizzati, aumenta la nostra consapevolezza e la nostra concentrazione, permettendoci di notare prima e meglio tutto ciò che in qualche modo ad esso è collegato.
Perciò quando ti poni un obiettivo sii preciso! Cosa vuoi fare, essere, avere precisamente? Come? Quando? E rendi l’obiettivo il più misurabile possibile, in modo da poter avere sempre un riferimento numerico dei tuoi progressi e di quanto ti manca per raggiungere la tua meta.
“Niente può aggiungere maggiore potere alla tua vita di concentrare tutte le tue energie su obiettivi stabiliti”
Con una scadenza
Se un obiettivo deve essere misurabile, ovviamente deve esserlo anche sulla scala del tempo. Entro quando otterrai quel risultato? Hai mai notato che quando abbiamo delle scadenze, ci attiviamo in maniera diversa rispetto a quando non ne abbiamo? La data fatidica che si avvicina crea indubbiamente pressione, ma permette di dare un passo da seguire. Infatti, senza un tempo limite, potremmo cadere nel “prima o poi lo farò”, scusa numero uno per rimandare le cose e giustificare la nostra incapacità di agire. Definisci con precisione i tempi entro i quali vuoi tagliare il traguardo e tutte le scadenze degli eventuali micro obiettivi intermedi.
Espresso in positivo
Abbiamo parlato dell’importanza di sapere cosa vogliamo, rispetto a ciò che non vogliamo. Quindi non “non voglio più pesare novanta chili”, ma piuttosto “voglio pesare settantotto chili”; non dirò “non voglio andare nel pallone quando invito una ragazza ad uscire”, ma “voglio essere tranquillo e disinvolto quando invito una ragazza ad uscire”. Ricorda che la nostra mente non conosce il “non”, perciò tutto ciò che dici di “non” volere, viene da lei automaticamente visualizzato e acquista potere.
Fattibile
Spesso le persone si pongono obiettivi davvero irrealizzabili. Se ti poni come obiettivo di mettere su 5 kg di muscoli in 6 mesi, è evidente che la cosa sia pressoché impossibile. Almeno naturalmente. Un conto è pensare in grande, coltivare mete stimolanti e spingersi oltre le nostre paure e i nostri limiti mentali, un altro conto invece è stabilire obiettivi che siano semplici fantasticherie.
Se la mia mente non ritiene possibile il raggiungimento di un determinato traguardo, non lavorerà mai a suo favore, ma, anzi, contro di esso, creando costanti sabotaggi. Inoltre, nel momento in cui inizierò ad avere le prime difficoltà e a rendermi conto che l’obiettivo è irrealizzabile, sarò portato ad abbandonare la strada.
Le persone tendono a sopravvalutare ciò che possono fare in un anno e a sottovalutare quello che potrebbero fare in cinque o dieci anni. Capita spesso, infatti, di trovare persone che si ripromettono di ribaltare completamente situazioni disastrose nel giro di pochi mesi o che si propongono mete altissime da raggiungere entro un anno e pochissimi invece che pianificano la realizzazione di obiettivi molto ambiziosi in tempi medio lunghi.
Da un lato abbiamo la nostra tipica mentalità occidentale, che ci porta a voler ottenere tutto e subito, dall’altro la scarsa abitudine a guardare un po’ più in là del proprio naso. In cinque anni si possono fare grandissime cose con un po’ di costanza e lungimiranza. Puoi letteralmente trasformare il tuo corpo!
Cinque anni sono sufficienti per creare (o per distruggere) cose grandissime. Sono un’infinità di tempo, se sfruttati bene, come possono volare via in un attimo se spesi male.
Quindi essere realisti è una caratteristica fondamentale per definire con successo un proprio obiettivo e far sì che sia raggiungibile.
 Motivante
Se l’obiettivo prefissato fosse quello di guadagnare un solo etto di massa magra in più il prossimo anno, sicuramente sarebbe più che fattibile, ma non potrà mai essere motivante!
Quindi, il buon obiettivo presenta un giusto mix tra la realizzabilità e lo stimolo positivo, che ci dà l’idea di superare i nostri limiti e fornire la nostra migliore prestazione possibile. Deve portare con sé forti emozioni positive legate all’idea di raggiungerlo e sensazioni davvero sgradevoli al solo pensiero di non farcela. Piacere e dolore sono le forze che ci spingono ad agire e che sono alla base della nostra motivazione. Perciò devi avere degli scopi che vadano al di là dell’obiettivo stesso, delle ragioni per le quali valga la pena impegnarsi a realizzare quell’obiettivo.
L’obiettivo deve essere eccitante e stimolante, deve far scorrere l’adrenalina nel nostro corpo, impedirci di adagiarci sulla mediocrità, fare leva sul nostro bisogno di crescere. Cerca mete entusiasmanti, che creino un forte desiderio, che ti facciano provare emozioni forti, che ti tengano sveglio la notte!
Espresso in forma scritta
Nella nostra cultura mettere le cose per iscritto è indubbiamente più impegnativo che dirle solamente. “Verba volant scripta manent” dicevano i latini e tutti sappiamo che di certo i pensieri e le parole tendono a sparire velocemente dalla nostra memoria o quanto meno a cambiare nel tempo.
Quante volte succede di avere una buona idea e, non avendola appuntata, perderla nei meandri della nostra mente e non ritrovarla mai più. Metterli per iscritto ci permette di fissare indelebilmente i nostri obiettivi e, nel farlo, ci fa prendere un impegno psicologico con noi stessi e, soprattutto, ci fa fare il primo passo verso il loro raggiungimento. Scrivere ci obbliga infatti a fare un’opera di sintesi, che trasformi pensieri e sensazioni in frasi di senso compiuto, un lavoro che ci costringe a chiarire meglio questi obiettivi in primis a noi stessi e alla nostra mente. Ci permette, inoltre, di stabilire priorità, scadenze, di verificare eventuali conflitti tra attività relative all’obiettivo e di controllarne lo sviluppo. Di certo, se non siamo in grado neanche di mettere i nostri obiettivi su un foglio di carta e pianificarli, sarà alquanto difficile riuscire a trasformarli in qualcosa di più concreto. 
Non in contrasto con i propri valori
Come abbiamo visto, i nostri valori sono ciò che è veramente importante per noi, le sensazioni che più vorremmo vivere nella nostra vita. Qualsiasi obiettivo che vada in conflitto con essi, sarà alla lunga destinato a soccombere, perché non faremo qualcosa che ci costringa a provare una sensazione di malessere nel profondo.
Quindi, se il mio obiettivo è raggiungere una performance mettendo a rischio la mia salute, quando il mio primo valore è proprio la salute, non potrò essere totalmente d’accordo con me e non potrò usare il mio massimo potenziale, in quanto, ad un livello più o meno consapevole tenderò a non avanzare verso le mie mete.
Quando obiettivi e valori sono allineati gli uni con gli altri, si crea un flusso sinergico che ci permette di muoverci armonicamente verso le nostre mete.
Al contrario, quando agiamo contro i nostri valori, creiamo resistenze, pressione interna, auto sabotaggi e, nel caso si arrivi comunque fino al conseguimento, una sensazione di rimorso e senso di colpa.
 Immaginabile
Qualsiasi cosa la mente di un uomo possa concepire o credere sul serio, la potrà raggiungere e ogni cosa che è stata creata dall’uomo è stata prima immaginata dalla mente dell’uomo stesso.
Quanto più i nostri obiettivi saranno concreti, specifici e realizzabili, tanto più saranno immaginabili. La nostra mente ha bisogno di vedere dove sta andando e anzi, più lo fa con chiarezza e più ha possibilità di raggiungere il traguardo prefissato. Tutti coloro che hanno fatto qualcosa di grande lo avevano prima visto nella loro mente.
Condivisibile con gli altri
Questo punto è abbastanza discusso, poiché diverse sono le opinioni a riguardo. C’è chi sostiene che è bene far sapere al mondo dei propri obiettivi, parlandone con quante più persone possibile e in ogni situazione, così da mettersi con le spalle al muro e non poter più tornare sui propri passi, pena una figuraccia terribile con tutta quella gente che è lì testimone. Di certo questa strategia crea una pressione notevole e in alcuni casi si rivela vincente.
C’è poi chi crede nella strategia opposta: tenere per sé i propri piani e stupire le persone a fatti compiuti.
Potremmo quindi pensare che una via di mezzo sia l’opzione più saggia e redditizia, ossia condividere i propri obiettivi con persone a noi vicine, delle quali ci fidiamo e che possono supportarci nel tragitto ed eventualmente aiutarci se ce ne fosse bisogno. Se ho deciso di mangiare in un certo modo, ad esempio, potrebbe tornare utile farlo sapere alla comitiva con cui sono solito uscire il venerdì sera a mangiare la pizza, per trovare un’alternativa alla pizzeria, magari un posto dove chi vuole mangia la pizza e tu puoi ordinare un filetto.
Suddivisibile in sotto-obiettivi intermedi
Se nella strada verso la meta finale stabiliamo delle tappe intermedie, diventerà più facile monitorare il lavoro, avere le giuste indicazioni, per sapere sempre dove siamo e quanto dista ancora il taglio del traguardo. Ovviamente poi, tanto più un obiettivo è impegnativo e ambizioso, quanto più suddividerlo in sotto obiettivi – più ridotti e quindi più facilmente realizzabili della grande meta finale – ci renderà più semplice il realizzarlo, perché dovremo solo concentrarci su di loro uno alla volta, come un ciclista che in una grande gara, come il Giro d’Italia o il Tour de France, si concentra su una tappa alla volta, pur senza perdere di vista la visione d’insieme e la strategia globale.


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