9.2 La Forza Esplosiva

Fino ad ora abbiamo parlato di come migliorare le prestazioni, tramite l’allenamento della forza massimale, agendo, indirettamente, anche sui fattori neurali. Ma c’è da considerare che molti sport richiedono anche la caratteristica esplosiva della forza. Devi sapere che un dato che molti trascurano è il fatto che la forza massimale aumenta anche quando alleni la forza esplosiva.
Se alleni lo sprint migliori anche la tua forza massimale.
Quando ti alleni forte il grosso carico esterno agisce anche sui tendini e sul tessuto connettivo con miglioramento di questi, infatti, grazie all’aumento dell’area di sezione trasversale fisiologica dei tendini (si, proprio come nel muscolo) e all’allineamento delle fibre di collagene quello che cambia positivamente sono tendini e fascia.
Questi adattamenti, nel tempo, aumentano la rigidità del tendine che favorisce un migliore trasferimento di forza tra le articolazioni nel movimento multi-articolare.
Inoltre, aumentando l’area della sezione trasversale, aumenta la capacità di resistere allo stress dei tendini che ha un ruolo importante alla riduzione del rischio di infortuni, specialmente in sport in cui i movimenti ripetitivi portano spesso lesioni ai tendini
E NON E’ TUTTO!
Se utilizzi queste metodologie l’allenamento sarà pesante ma i benefici ripagheranno, abbondantemente il prezzo del biglietto; se infatti pensi che allenarsi con carichi pesanti e idonei ha lo stesso effetto di interventi chirurgici su tendinopatie croniche e sulla qualità del movimento ti renderai conto che l’unica cosa da fare, appena smetti di leggere, è andare ad allenarti.
Tutto quello di cui abbiamo parlato fino a questo momento riguarda l’allenamento per ottenere risultati a breve termine, ancora non ci sono studi che confermino che tutto questo possa esser prolungato nel tempo (anche se alcuni coach affermano di notare netti miglioramenti anche sul lungo termine ma, dato che non ci sono dati specificamente monitorati, le opinioni restano condivisioni che permettono solo il confronto).
Nel medio termine, cioè da 6 settimane a 6 mesi, l’allenamento cronico di forza risulta porta ad un cambiamento del tipo di fibra muscolare, dalla fibra di tipo IIx veloce alla fibra di tipo IIa (Andersen e Aagaard, 2010). La differenza principale tra i tipi di fibra è la massima velocità di accorciamento. Come notato sopra, le prove dimostrano che l’allenamento per la forza massimale e il miglioramento di questa sono associati ai miglioramenti di forza e velocità.
Quello che ha sempre fermato molti preparatori a sottoporre ai propri atleti allenamenti pesanti è stata la paura di render sempre più pesanti i propri atleti diminuendone le prestazioni (tipo in sprinter), e, considerando che questa teoria non è stata confermata scientificamente possiamo aggiungerla all’elenco dei miti da sfatare anche perché Bolt e Walcott, come vedi in foto, non scherzano quando si allenano.
Molti atleti, anche di altissimo livello, ottengono risultati utilizzando, sia durante gli allenamenti che in gara, prettamente i fattori empirici (parlo dell’ 80% della performance). Nonostante non vi siano certificazioni scientifiche questi permettono di porci diverse domande – troverai risposta nella sezione “Neuroscienza e Neuroplasticità”.


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