Cheat meal o non Cheat meal? Questo è il problema?

Ti fideresti mai di un coach che non ha esperienza di quello che ti insegna?

Quanto leggerai di me ti stupirà sicuramente.

Ricordi quando ti ho parlato della mia prima gara e della mia prima esperienza di preparazione agonistica? Era il 21 dicembre del 1999 quando iniziai il programma per la gara che si sarebbe tenuta il 20 maggio del 2000. Non ho mangiato nulla che non fosse previsto dalla dieta settata ad hoc per me. Sono stato meticoloso anche nella grammatura, non volevo un risultato qualunque: volevo il risultato! Sapevo che se avessi beccato un fosso lungo la strada avrei potuto rompere qualche braccetto e rallentare la mia strada verso l’obiettivo. Già partivo con una serie di svantaggi come la poca anzianità di allenamento, deviare il percorso non aveva assolutamente senso. Fin qui ti sembra tutto coerente, giusto?

Se sei stato attento hai potuto notare che ho iniziato la ima dieta pochi giorni prima di Natale. E tu hai presente come viene imbandita una tavola a Napoli in occasione del Santo Natale? Per non parlare di capodanno, dell’epifania… roccocò, baccalà fritto, spaghetti ai frutti di mare, cassate, pastiere, panettoni! Non mancava assolutamente nulla. Ed io assolutamente imperterrito ho tenuto fede alle mie prescrizioni nutrizionali ed ho glissato qualsiasi deliziosa pietanza.

FA: Le Fondamenta dell'Allenamento

Fin qui sono ancora coerente, giusto?

Continua a leggere e scoprirai la falla della mia coerenza…

Ero determinato a raggiungere il mio obiettivo, ma non avevo effettuato un vero cambiamento! Avevo solo lasciato che alcune abitudini alimentare fossero sostituite da altre ma dentro di me avevo una golosità dirompente di tutto quello che mi passava sotto gli occhi ed il naso! Così inizia a comprare tutte le cose che non potevo mangiare e la cui scadenza mi permetteva di conservarle fino al momento successivo alla gara. Panettoni e colombe (perché passai anche la Santa Pasqua nelle stesse condizioni), feci a mia madre una lista di cose che avrei voluto mi cucinasse dopo quel fatidico 20 maggio. Insomma era diventata una corsa contro il tempo, non vedevo l’ora finisse tutto per mangiare ci che desideravo. Tanto qualche guru da palestra col trascorso di garette fallimentari come il loro background da atleti mi aveva detto che dopo un periodo di dieta così prolungato avrei potuto mangiare ciò che volevo per 2 giorni di fila senza incidere sull’estetica che mi ero guadagnato nel giro di 6 mesi!

A riguardarmi oggi su quel palco, sorrido! Sorrido del fatto che sentivo di essere asciutto. Vedevo il pacchetto addominale per la prima volta. Avevo vene sull’addome, sulle braccia… insomma mi sembrava di aver raggiunto un grande risultato (ignaro ovviamente di quanto sarei potuto ancora cambiare).

La gara non andò benissimo, ma finalmente era tutto finito! Potevo tornare a casa, ripulirmi della crema colorante al mallo e darmi alla pazza gioia con quello che per mesi interi avevo desiderato di mangiare.

Ad attendermi c’era una gran bella pizza, in realtà ne mangiai due. Poi fu la volta del gelato. E fin qui sembra quasi una normale serata goliardica tra amici. In realtà, tornato a casa, non potevo non aprire un panettone ed una colomba per farli fuori insieme ad un litro di latte (non ne assaggiavo una goccia da sei mesi!!!). Il mattino seguente, al risveglio, faccio il controllo specchio e sembra che quel guru avesse avuto proprio ragione: il mio corpo non sembrava minimamente sfiorato da quell’eccesso. Così potevo continuare e la colazione fu più o meno simile allo spuntino pre-nanna della sera prima: panettoni e colombe con valanghe di latte! A pranzo mi aspettava finalmente la pasta al forno di mia madre: già mamma cucina da dio, pensa poi che preparava finalmente un piatto a modo suo al figlioletto dopo sei mesi di astinenza. Insomma, credo che quella pasta al forno avrebbe battuto anche la migliore versione di Cannavacciuolo in persona. Non so quantificare la dose che ne mangiai… ricordo solo una sensazione strana: dopo pranzo mi misi a guardare la partita del Napoli in tv seduto sul divano. Mi sentivo lievitare i muscoli: hai presente quando vedi crescere l’impasto dopo un’oretta che l’hai messo a lievitare? Ecco, io mi sentivo proprio così! Finì il primo tempo e mi alzai per andare al bagno. Noi cultori del corpo siamo un po’ fissati, se poi hai fatto 6 mesi di dieta pensando solo ed esclusivamente al giorno che potrai finalmente mangiare di nuovo liberamente non puoi non guardarti allo specchio ogni volta che ti capita l’occasione. Così al bagno scattò un nuovo controllo specchio… ancora tutto ok: addome in bella evidenza, vene ovunque, mi sembrava addirittura di essere notevolmente migliorato nei volumi. Tornai al mio divano, guardai il secondo tempo. Finita la partita ebbi la sensazione che quell’impasto si fosse bucato, mi sembrava che quell’impasto fosse decisamente meno alto di quanto precedentemente lo avevo guardato. Così scattò la nuova prova specchio: non l’avessi mai fatto! Avevo la pancia!!! Non sto scherzando, fu un vero trauma: avevo la pancia! 45 minuti prima addominali e vene, ed ora la pancia e nemmeno più una vena! Un trauma, punto!

Per recuperare una forma decente ma nettamente inferiore a quella della gara impiegai più di due mesi, seguendo un’alimentazione molto rigida.

Da quel momento in poi capì che avevo commesso una serie di errori, ma per anni non ho trovato la strada giusta. Ogni volta ho sicuramente trovato dei miglioramenti e fatto dei passi importanti nella scelta degli alimenti, nel timing dei macronutrienti… ma per anni ho comunque ovviato a delle abitudini con altre abitudini!

È la seconda volta che me lo senti dire, lo so! Ti starai chiedendo:

“ma che cavolo vuoi dire tu e queste abitudini?”

Migliorava la mia alimentazione ma avevo sempre il pensiero verso qualcosa che non potevo mangiare. Sempre meglio ovviamente: non pensavo più ai tanti dolci che non avrei potuto più mangiare, ma solo alla pastiera. Non pensavo più di mangiare per una settimana intera pizza, ma ne sarei fatto bastare una sola.

Sai quando ho capito veramente di aver fatto il salto di qualità? Quando tutto quello che avevo scelto di eliminare dalla mia alimentazione non era nemmeno più nella mia testa. Lì mi sono reso conto che non avevo sostituito solo delle abitudini, avevo cambiato la mia mentalità!

Ti fideresti mai di un coach che non ha esperienza di quello che ti insegna?

Ho sbagliato come sbagli forse anche tu! Ho lavorato sui miei errori, ho cambiato, sono cambiato!

Ad oggi se faccio una scelta alimentare non la soffro minimamente, così come se ho voglia di mangiare qualcosa che esula dal mio regime ordinario ma che, per la lontananza dalle competizioni, potrei permettermi non nutro sensi di colpa se la mangio. Sono consapevole che rimane un episodio, e non potrà mai sostituire le mie abitudini attuali perché sono radicate nella mia mentalità: e la mentalità è difficile da scardinare quando è bella salda!

Avere paura di cambiare è da pusillanimi!

Tu hai un animo molto più grande di quello che credi per rinchiuderlo dentro un muffin!

Liberati dalle abitudini sbagliate, cambia la tua mentalità!

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