Scelta degli esercizi: Primo o ultimo step?

Quando inizi a programmare un piano di allenamento a medio/lungo termine da cosa parti?

Mi è capitato spesso di vedere trainer partire dalla scelta degli esercizi.

Cercare quello più strano e figo da inserire qua e là, quello che secondo la propria esperienza e secondo le proprie sensazioni in allenamento “si sente di più”.

Non capirò mai il criterio di certe scelte ma posso darti dei consigli per evitare che anche tu le faccia.

Se devi programmare un piano di allenamento l’ultimo step sarà quello della scelta degli esercizi.

E quando dovrai scegliere quali esercizi inserire nei vari allenamenti non farti guidare dall’ego, dai tuoi allenamenti o da ciò che in passato ha funzionato con qualcun altro.

Pensa solo ed esclusivamente al tuo soggetto, che sia o meno un atleta, sarà comunque una persona completamente diversa da qualsiasi altra e, per questo, avrà sicuramente esigenze diverse.

Hai mai pensato di scegliere gli esercizi in base alle leve meccaniche? Sai come procedere con questo approccio, ma soprattutto sai cosa cambia negli esercizi a seconda delle leve meccaniche?

Non sarà questa la sede in cui ti parlerò di ciò, ma se decidi di iscriverti a Le Fondamenta affronteremo questo e altri modi per approcciare alla scelta degli esercizi.

Ritorniamo agli step per programmare un piano di allenamento.

Se l’ultimo è la scelta degli esercizi, il primo quale sarà?

Se diamo per scontato che, prima di sederti a tavolino e prendere la penna in mano, tu abbia:

  • eseguito dei test specifici
  • fatto un’attenta e approfondita anamnesi
  • analizzato e studiato i risultati di entrambi
  • stabilito un obiettivo comune
  • stabilito le priorità

A questo punto, specie se sei alle prime armi, il primo step sarà suddividere il piano in blocchi.

Hai idea di cosa sto parlando?

Sapere che ritmi ha il tuo soggetto, che tipo di giornate vive e quanto tempo può dedicare all’allenamento ti aiuterà a organizzare gli allenamenti, a sapere quanto e quando può spingere il soggetto.

Ti faccio un esempio pratico: programmare una fase decisiva del piano di allenamento proprio in concomitanza con il periodo degli appelli universitari, diventa un grosso problema se il tuo cliente è uno studente.

Lo stesso vale per le fasi dei campionati se hai a che fare con atleti agonisti.

Conoscere i tempi è fondamentale!

Una volta diviso in blocchi passerai a scegliere come lavorare alle priorità che precedentemente hai stabilito e assegnare ad ogni blocco i suoi singoli obiettivi.

Dopo aver deciso e organizzato tutte le fasi, i tempi, i giorni, le progressioni e il loro timing, allora e solo allora potrai proseguire verso l’ultimo step. Arrivato a quel punto avrai così chiaro il planning che sarà quasi spontanea la scelta finale.

Non perdere mai la visione globale, avere un’idea dell’intera programmazione, delle sue basi e del perché sono state strutturate in un certo modo ti darà la possibilità di poter apportare modifiche in qualsiasi momento, di capire se stai andando nella giusta direzione e di avere quell’autorità di cui ti ho parlato in qualche articolo fa.

Se stai riuscendo a capire ciò che ti sto dicendo e hai una minima idea di cosa voglia intendere, allora sei su una buona strada. Ma se ti senti spaesato e non riesci a seguire il filo del discorso tranquillo. Probabilmente fino ad ora non hai incontrato sul tuo percorso formativo persone che ti dessero le giuste informazioni.

Non è colpa tua per il momento, lo diventerà se scegli di ignorare tutto ciò e continuare a programmare senza criterio, “a sensazione”.

L’intuito per un trainer è importantissimo, ma solo quando viene sostenuto da altre competenze.

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